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日志


5月24日

Sette

Oggi è il 24 maggio, sono passati 7 anni da quel famoso pomeriggio.
Stima, rispetto, fiducia, amicizia e amore sono state le nostre carte vincenti e lo saranno ancora per molto. Spero che il prossimo anno trascorreremo questa giornata lontano da qui e da situazioni assurde. Anzi spero che a ottobre ci trasferiamo tutti e due a Roma.
In ogni caso già sai che per me questi sette anni significano molto.  Ricordi le nostre reazioni a frasi tipo: Uà ma state ancora insieme? Uà vorrei avere un rapporto come il vostro. Ma non vi siete lasciati nemmeno una volta? 
Amore mio brindiamo al nostro amore, ai nostri sette anni insieme alla faccia di chi ci vuole male e alla faccia degli invidiosi!!!
 
5月16日

Per TE:

BUON COMPLEANNO AMORE MIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lo so cosa stai pensando in questo momento, ma che ci vuoi fare? Devi avere pazienza con me
Onorata di trascorrere con te anche questo compleanno e logicamente più tardi avrai la mitica torta... olè!!!!!!
S...S..S...niente niente, gli auguri sdolcinati li hai ricevuti su questo blog già lo scorso anno, quindi ora mi fermo perchè ho una reputazione da difendere...
Già sai,
Rosa
 
5月9日

Peppino Impastato:per non dimenticare

Oggi ricorre il 29° anniversario della morte di Peppino Impastato. Per non dimenticare riporto la sua biografia:

Nasce a Cinisi il 5 gennaio 1948 da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato. La famiglia Impastato è bene inserita negli ambienti mafiosi locali: si noti che una sorella di Luigi ha sposato il capomafia Cesare Manzella, considerato uno dei boss che individuarono nei traffici di droga il nuovo terreno di accumulazione di denaro. Frequenta il Liceo Classico di Partinico ed appartiene a quegli anni il suo avvicinamento alla politica, particolarmente al PSIUP, formazione politica nata dopo l'ingresso del PSI nei governi di centro-sinistra. Assieme ad altri giovani fonda un giornale, "L'Idea socialista" che, dopo alcuni numeri, sarà sequestrato: di particolare interesse un servizio di Peppino sulla "Marcia della protesta e della pace" organizzata da Danilo Dolci nel marzo del 1967: il rapporto con Danilo, sia pure episodico, lascia un notevole segno nella formazione politica di Peppino. In una breve nota biografica Peppino scrive:

"Arrivai alla politica nel lontano novembre del '65, su basi puramente emozionali: a partire cioè da una mia esigenza di reagire ad una condizione familiare ormai divenuta insostenibile. Mio padre, capo del piccolo clan e membro di un clan più vasto, con connotati ideologici tipici di una civiltà tardo-contadina e preindustriale, aveva concentrato tutti i suoi sforzi, sin dalla mia nascita, nel tentativo di impormi le sue scelte e il suo codice comportamentale. E' riuscito soltanto a tagliarmi ogni canale di comunicazione affettiva e compromettere definitivamente ogni possibilità di espansione lineare della mia soggettività. Approdai al PSIUP con la rabbia e la disperazione di chi, al tempo stesso, vuole rompere tutto e cerca protezione. Creammo un forte nucleo giovanile, fondammo un giornale e un movimento d'opinione, finimmo in tribunale e su tutti i giornali. Lasciai il PSIUP due anni dopo, quando d'autorità fu sciolta la Federazione Giovanile. Erano i tempi della rivoluzione culturale e del "Che". Il '68 mi prese quasi alla sprovvista. Partecipai disordinatamente alle lotte studentesche e alle prime occupazioni. Poi l'adesione, ancora na volta su un piano più emozionale che politico, alle tesi di uno dei tanti gruppi marxisti-leninisti, la Lega. Le lotte di Punta Raisi e lo straordinario movimento di massa che si è riusciti a costruirvi attorno. E' stato anche un periodo, delle dispute sul partito e sulla concezione e costruzione del partito: un momento di straordinario e affascinante processo di approfondimento teorico. Alla fine di quell'anno l'adesione ad uno dei due tronconi, quello maggioritario, del PCD'I ml.- il bisogno di un minimo di struttura organizzativa alle spalle (bisogno di protezione ), è stato molto forte. Passavo, con continuità ininterrotta da fasi di cupa disperazione a momenti di autentica esaltazione e capacità creativa: la costruzione di un vastissimo movimento d'opinione a livello giovanile, il proliferare delle sedi di partito nella zona, le prime esperienze di lotta di quartiere, stavano lì a dimostrarlo. Ma io mi allontanavo sempre più dalla realtà, diventava sempre più difficile stabilire un rapporto lineare col mondo esterno, mi racchiudevo sempre più in me stesso. Mi caratterizzava sempre più una grande paura di tutto e di tutti e al tempo stesso una voglia quasi incontrollabile di aprirmi e costruire. Da un mese all'altro, da una settimana all'altra, diventava sempre più difficile riconoscermi. Per giorni e giorni non parlavo con nessuno, poi ritornavo a gioire, a riproporre: vivevo in uno stato di incontrollabile schizofrenia. E mi beccai i primi ammonimenti e la prima sospensione dal partito. Fui anche trasferito in un. altro posto a svolgere attività, ma non riuscii a resistere per più di una settimana: mi fu anche proposto di trasferirmi a Palermo, al Cantiere Navale: un pò di vicinanza con la Classe mi avrebbe giovato. Avevano ragione, ma rifiutai.Mi trascinai in seguito, per qualche mese, in preda all'alcool, sino alla primavera del '72 ( assassinio di Feltrinelli e campagna per le elezioni politiche anticipate ). Aderii, con l'entusiasmo che mi ha sempre caratterizzato, alla proposta del gruppo del "Manifesto": sentivo il bisogno di garanzie istituzionali: mi beccai soltanto la cocente delusione della sconfitta elettorale. Furono mesi di delusione e disimpegno: mi trovavo, di fatto, fuori dalla politica. Autunno '72. Inizia la sua attività il Circolo Ottobre a Palermo, vi aderisco e do il mio contributo. Mi avvicino a "Lotta Continua" e al suo processo di revisione critica delle precedenti posizioni spontaneistiche, particolarmente in rapporto ai consigli: una problematico che mi aveva particolarmente affascinato nelle tesi del "Manifesto" Conosco Mauro Rostagno : è un episodio centrale nella mia vita degli ultimi anni. Aderisco a "Lotta Continua" nell'estate del '73, partecipo a quasi tutte le riunioni di scuola-quadri dell'organizzazione, stringo sempre più o rapporti con Rostagno: rappresenta per me un compagno che mi dà garanzie e sicurezza: comincio ad aprirmi alle sue posizioni libertarie, mi avvicino alla problematica renudista. Si riparte con l'iniziativa politica a Cinisi, si apre una sede e si dà luogo a quella meravigliosa, anche se molto parziale, esperienza di organizzazione degli edili. L'inverno è freddo, la mia disperazione è tiepida. Parto militare: è quel periodo, peraltro molto breve, il termometro del mio stato emozionale: vivo 110 giorni di continuo stato di angoscia e in preda alla più incredibile mania di persecuzione "

Nel 1975 organizza il Circolo "Musica e Cultura", un'associazione che promuove attività culturali e musicali e che diventa il principale punto di riferimento por i giovani di Cinisi. All'interno del Circolo trovano particolare spazio ìl "Collettivo Femminista" e il "Collettivo Antinucleare" Il tentativo di superare la crisi complessiva dei gruppi che si ispiravano alle idee della sinistra "rivoluzionaria" , verificatasi intorno al 1977 porta Giuseppe Impastato e il suo gruppo alla realizzazione di Radio Aut, un'emittente autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sua scelta nel campo della controinformazione e soprattutto in quello della satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale. Nel 1978 partecipa con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi. Viene assassinato il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l'esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani. Le indagini sono, in un primo tempo orientate sull'ipotesi di un attentato terroristico consumato dallo stesso Impastato, o, in subordine, di un suicidio "eclatante". Il caso giudiziario è stato chiuso e riaperto per ben tre volte, sino ad arrivare all'attuale processo, ancora in corso, nei confronti del boss di Cinisi Gaetano Badalamenti e del suo complice Vito Palazzolo, accusati di essere i mandanti del delitto.

4月15日

...

...non mi passerà mai...
Buon compleanno a te...ti voglio bene!
3月21日

Buon compleanno!

Salve.
Oggi il mio blog di msn compie un anno: Auguri!
Colgo l'occasione per  ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di scroccare la loro connessione:
il primo grazie va a Dino che praticamene ha dovuto sopportare me e il mio portatile per tutto questo period buio, grazie a te e alla tua connessione (anche se si disconnetteva sempre);
il secondo grazie va all'Audiozone (Max) che ha un ottimo collegamento, un segnale eccellente, grazie mille...anche a nome della mia tesi;
il terzo grazie va a Lula, praticamente le ho bloccato la postazione internet per diverse ore ma ora è finita, stai tranquilla perchè non romperò più;
il quarto grazie va all'aula multimediale della mia Università. In un questi anni non ne ho mai usufruito e ci sono andata ad esami finiti, tesi completata e consegnata, marò ero proprio disperata.
Ma ora sono tornata!!!
 
3月3日

Non ce la posso fare...

Che cosa orribile, sono da tre giorni senza connessione ed è tutta colpa mia. Perchè invece di rispondere al telefono e dire di si al corriere, ho detto per ben due volte no? Sono pazza.
Vabbè, comunque vado a scrocco in attesa di decidere anche se acquistare o no un bel router.
Intanto oggi io e Dino siamo stati tutta la giornata fuori (infatti la stanchezza si fa sentire già da ore). Abbiamo visitato tutti i negozi di elettronica che ci sono nella zona. Dino si è beccato il digitale terrestre che stavamo cercando da Natale e io invece ho memorizzato tutti i numeri di serie dei lettori dvd/divx della Samsung (sempre per Dino). Bella giornata, anche se la mia maledetta tosse ha iniziato a farsi sentire di nuovo...ma cazzo, ho finito di fare l'aerosol ieri sera e solo 15 ore dopo sono iniziati a farsi sentire i primi attacchi ma fortunatamente brevi. Vabbè, vedo di risolvere sta cosa in qualche modo, boh per ora le cose importanti sono due:
la prima è che ho la voce e la seconda è che riesco a dormire.
Ah, non sapete una cosa: sto perdendo la testa. Come ho già scritto sono senza connessione e, purtroppo, dipendo da internet. Allora ho pensato bene di utilizzare il mio tempo libero per vedere un'intera serie di un telefilm che mi piace troppo:24. Ho visto 24 episodi da 40 minuti in 3 giorni, anche fino ale 4 di notte...marò, non potete immaginare quanto sia grandioso!
Non posso non parlare della serata di ieri, Venerdì 2 Marzo.
Ebbene si, ieri sono tornata al teatro Lendi di Sant'Arpino perchè voglio troppo bene ad Angelica. Ci tengo a precisare che sono andata esclusivamente per lei, ma con tutto il bene del mondo eviterò le commedie di quella pseudo regista/sceneggiatrice per il resto della mia vita...il mio cuore non può resistere a tutto ciò. Angelica e Umberto, Donna Ersilia e Don Fortunato ( lo sappiamo perchè il personaggio di Umberto si chiamava Fortunato, perchè ten chella piezz e femmn al suo fianco...sempre grande Angelica!) sono stati fantastici, grandiosi, bravissimi. I miei complimenti vanno solo ed esclusivamente a loro. Grazie per la passione che ci avete trasmesso.
Angè un'ultima cosa: non sei più una studentessa del Liceo Durante, t' si fatta vecchia ed è giunta l'ora di dire ex studentessa.
Vabbè, Angè lo sai che ti voglio tanto bene e che ti aspetto sempre per un caffè.
Questa settimana dovrebbe risorgere anche una persona pe rme speciale.
Aspettando il 28 marzo, aspettando la tua resurrezione, aspettando la resurrezione della mia linea adsl chiudo.
 
 
 
2月21日

Informazione urgente sulla rappresentazione teatrale dell'AIL

Ieri ho saputo che i biglietti per le serate di sabato 24 e domenica 25 sono quasi terminati. Visto che è da giorni che vi chiedo di confermarmi il numero di persone e la data ma nessuno me lo conferma, vi comunico che potete farlo entro le 14:00 di oggi 21 febbraio. Se non ricevo nessuna comunicazione entro quest'ora, io telefono e prendo i biglietti solo per me e dino per sabato sera. Mi dispiace ma più di questo non posso fare. Ripeto entro le 14:00 potete confermare tutto, se non lo fate io annullo quello che mi avevate detto precedentemente (senza alcuna conferma).
Grazie
 
2月9日

Informazioni AIL

Come sempre vi scrivo un pò di aggiornamenti sull' Associazione "Raffaele Pezzullo per l'AIL" ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale). Questi sono i punti importanti contenuti nella lettera che ho ricevuto:
 
  • E' possibile rinnovare l'iscrizione all'associazione. Queste le quote di partecipazione: quota annuale di 5€ per socio studente, 10€ per socio ordinario e 20€ o più per socio sostenitore. Può essere versata presso la sede dell'associazione, tramite bollettino di conto corrente postale o nel corso di una della manifestazioni.
  • Il gruppo "I Mattattori" metteranno in scena, presso  il teatro De Rosa di Frattamaggiore, la commedia in due atti "A che servono questi quattrini" di Armando Curcio, con la regia dell'avv. Antonio Barbato. Sono previste 3 serate: Venerdì 23 febbraio e sabato 24 febbraio con inizio alle 20:30 e domenica 25 febbraio con inizio alle ore 19:30. Il ricavato dello spettacolo sarà utilizzato per completare l'arredamento del ristrutturato reparto di Ematologia del Policlinico Federico II. 

Se qualcuno è interessato allo spettacolo oppure al rinnovo dell'iscrizione può contattarmi anche su msn o via mail così provvedo ai biglietti e/o tessere. Aspetto numerose adesioni (ma questo è un sogno).

Vi informo che io e Dino ci saremo sicuramente ad una delle tre serate quindi se vi va si possiamo organizzarci insieme. Non so più come spronarvi.

Inoltre vi informo ( ma avrò tempo per martellarvi) che nei giorni 23, 24  e 25 Marzo prossimo in tutte le piazze d'Italia saranno vendute le "Uova di Pasqua dell'A.I.L". L'Associazione "Raffaele Pezzullo per l'AIL" ONLUS sarà presente nelle piazze della nostra zona. Io sarò con il mio fedele bancariello e le mie fedeli collaboratrici, sante, sostenitrici (non so più come chiamarle) sicuramente domenica 25 marzo in Piazza Umberto (Chiesa di San Simeone) tutta la giornata. Per il 23 e 24 comunicherò successivaete il luogo e l'ora, devo pensare.

Ringrazio chi cortesemente ha avuto la pazienza di leggere e soprattutto chi ci sosterrà.

 

Informazioni "Venite a Vedere"

21 Febbraio 2007  Due chiacchiere sulla Lunga Notte ! Osteria 'Al brindisi'
Ferrara
15 Marzo 2007 A cena con ... Cisco per i festeggiamenti del S. Patrick's day ! Dal Corallo in diretta su K-Rock!
Scandiano RE
20 Marzo 2007 'Venite a vedere' Tour de La Lunga Notte Teatro Comunale
Casale Monferrato AL
28 Marzo 2007 'Venite a vedere' Tour de La Lunga Notte Circolo degli artisti
Roma
5 Aprile 2007 'Venite a vedere' Tour de La Lunga Notte Fillmore
Cortemaggiore PC
21 Aprile 2007 'Venite a vedere' Tour de La Lunga Notte

Fuori Orario
Taneto di Gattatico

 

 

Maggiori informazioni sulla serata di Roma:

28 Marzo 2007, ore 22:00, 'Venite a vedere' Tour de La Lunga Notte
Circolo degli artisti, Roma

Il tour della lunga notte arriva finalmente a Roma, al Circolo degli artisti!
La formazione al completo presentera' l'album dal vivo:
Francesco Magnelli al Piano e Magnellophoni
Guido Foddis alle chitarre
Massimo Giuntini Pipe, Bouzouki e flauti
Andrea Salvadori Tzouras, chitarre
Marzio Del Testa battaria
Venite a vedere !!!

Evvaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

E' Finitaaaaaaaaaaaa! Ho chiuso per sempre con quella materia di merda!
Passiamo a cose molto importanti...fondamentali.
Sto per comunicare una cosa importantissima...non sapetw da quanto aspettavo questo momento.
Ebbene si, il 28 marzo 2007 finalmente dopo tanta attesa, ansia, crisi, potrò con grande gioia ed emozione assistere al "Venite a Vedere" Tour de La Lunga Notte di Cisco.
Ah, che bello. Non posso crederci...finalmente potrò riabbracciare Cisco e il mitico Guidone. Finalmente Dino potrà conoscere Guido. Finalmente conoscerò Giuntini e Magnelli ( mi inchino a voi ). Marzio e Adrea...marò, non vedo l'ora.
Sono curiosa di sapere chi saranno i miei compagni di viaggio...forza, Venite a Vedere tutti!
Vi aggiornerò presto. 
 
 
2月2日

resistere

Devo resistere a tutto questo casino...non vedo l'ora di poter dormire 24 ore consecutive senza pensare.
2月1日

Non ci credo...

Studio studio studio
E' un periodo di merda. Superare questo maledetto esame di economia per ora è il mio unico obiettivo. Ci sto sbattendo la testa da troppo tempo e temo di crollare a breve. Poi scopro che il giorno prima dell'appuntamento con l'assistente di economia, quindi 3 giorni prima dell'esame, ci sono i Mercanti di Liquore a Pozzuoli e sono pure gratis. Ma cazzo, nessuno mi ha avvertita ed io temo proprio di non riusicre ad essere lì. Ma cazzo, non potevano venire l'8 febbraio....ma porca troia, non è possibile. Questi sono i concerti che io sogno, che aspetto da una vita e quando capitano? a pochi giorni da quel maledetto esame che mi sta rovinando l'esistenza. Non ci posso credere. Ricordo ancora lo spettacolo dello scorso marzo dei Mercanti con Paolini, stupendo, magnifico. Marò che ricordi, vero Dino? E il mio cd dei Mercanti appena comprato ed autografato (anzi l'ultimo autografo era di Piero [fisarmonicista] ed l'inchiostro era ancora umido) caduto sotto al palco  e mai più ripreso? Noooo.Mi viene da piangere. Non ce la faccio, marò quando finisce quando finisce.
Mi sto troppo esaurendo. Già penso a quello che da metà febbraio posso iniziare a fare. Beh, mi fa piacere sapere che le mie foto pacciono e che possono iniziare a collaborare con la mia macchina fotografica e la penna....che bello!!
Ma devo prima resistere a questo perodo di merda...bbbbrrrrrrr, voglio andare a vedere i Mercanti....perchè, perchè?  Mi chiedo perchè non me ne va mai bene una...mannaggia! 
Intanto so bene che per rinascere, ricaricarmi devo andare al concerto dei Modena, mettermi alla sinistra del palco e lasciare che la loro musica si impossessi di me. Si, voglio vederli, mi manca uscire da un loro concerto senza voce, sudata, sorda,con il ginocchio distrutto, carica. Si si, voglio saltare sulla vostra musica, cantare con voi, come ho sempe fatto in questi anni. Marò vi adoro troppo. Ah se vi interessa i Modena sono in tour da marzo ad ottobre...IL TRENO DEI FOLLI RIPARTE (per me parte).
Ah marzo dovrei rivedere anche Cisco e  Guido (soprattutto lui). Non potete capire, quest'uomo è fantastico, cantante e musicista bravissimo ma soprattutto è simpaticissimo.
Vabbè tra poco rtornerò a vivere ma per ora torno a studiare

Pazzia

Voglio distruggere qualcosa
1月27日

PER NON DIMENTICARE parte VI

                                Auschwitz

 

Son morto ch'ero bambino
son morto con altri cento
passato per un camino
e ora sono nel vento
Ad Auschwitz c'era la neve
il fumo saliva lento
nei campi tante persone
che ora sono nel vento
Nei campi tante persone
ma un solo grande silenzio
Che strano non ho imparato
a sorridere qui nel vento
Io chiedo come può un uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone
ancora non è contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento.

                         F. Guccini

 

Qualche giorno fa dei compagni emiliani sono saliti sul "treno della memoria" che dall'ex campo di concentramento di  Fossoli li porta ad Auschwitz/Birkenau seguendo il percorso originale dei deportati. Spero di poter riportare sul mio blog anche le loro impressioni e perchè no, di salire anch'io sul quel treno, mgari il prossimo anno.

Intanto come dice il buon Guido: ricordatevi di ricordare perchè la scarsa memoria non porta mai niente di buono!

 

PER NON DIMENTICARE parte V

   Camera a gas e crematorio

Il crematorio è situtato fuori il recinto del campo. Davanti all'entrata sul posto dove durante l'esistenza del campo, fu situata una baracca della Gestapo di campo, ora si trova la forca sulla quale il giorno 16 Aprile 1947 fu eseguita la pena di morte del primo comandante di KL Auschwitz Rudolf Höss. La più grande camera del crematorio fu usata come la camera a gas. Negli anni 1941 e 1942 si uccisero i prigionieri di guerra sovietici e gli ebrei del Ghetto , uccisioni organizzate dagli hitleriani sul territorio dell'Alta Slesia. Nella seconda parte si trovano due dei 3 forni, che funzionavano continuamente e bruciavano 340 salme al giorno. Su ogni carrello entravano contemporaneamente 2-3 salme. Il crematorio venne costruito dalla ditta Topf und Söhne di Erfurt, la stessa che montò negli anni 1942 e 1943 i forni dei 4 crematori a Birkenau. Il nome sta scritto su alcuni pezzi di ferro del forno.

 

Strada per Birkenau

 

Come è stato detto, a 3 km dal campo base di Auschwitz si trova il campo di sterminio Birkenau o Auschwitz II. Per andare a Birkenau bisogna oltrepassare 4 file di blocchi (in ogni fila si trovano 5 blocchi). I blocchi chiamati Schultzhaftlagererweiterung (prolugamento del campo), furono costruiti dalle SS con le forze dei prigionieri. Secondo i piani hitleriani, il campo base Auschwitz sarebbe stato ampliato di alcuni blocchi nuovi e avrebbe raggiunto la stazione ferroviaria. Gli hitleriani riuscirono a realizzare questo piano soltanto in parte. Nei blocchi già costruiti gli uomini delle SS collocarono alla fine circa 600 prigioniere. In alcuni blocchi furono trovate stanze piene di vestiti da lavoro per i prigionieri, che arrivavano dal campo base per lavorare.

 

Esecuzione delle prigioniere

 

Le prigioniere dei blocchi erano occupate in diversi gruppi, come impiegate (nelle sezione politica e di lavore), come domestiche (presso le famiglie delle SS), ecc... Una parte di esse lavoravano nella fabbrica d'armi di Union-Werke producente le spolette per i proiettili, A questo gruppo riuscirono a collegarsi i membri del Movimento di Restistenza del campo. Grazie a ciò il materiale di esplosione fu preso dalle prigioniere, poi portato nascostamente nel campo di Birckenau, per raggiungere infine i prigionieri occupati nel crematorio (Sonderkommando). Dopo il fallimento della ribellione, le autorità del campo arrestarono alcune prigioniere e le misero nei sotterranei del blocco n. 11, in Auschwitz. Nonostante le torture, le prigioniere non tradirono nessuno e furono impiccate dopo qualche settimana di interrogatori. L'esecuzione avvenne tra i blocchi del sopra nominato Schutzhaftlagererweiterung. Secondo le parole della fu prigioniera R. Kaga, l'esecuzione procedette in questo modo:87

"Alcuni giurni dopo il Capodanno, fu eretta la forca nel campo delle donne, destinata per le 4 ragazze della "Union". Il verdetto sarebbe stato adempiuto durante l'appello. Il nostro gruppo, che lavorava dalle 7,30, suppose che avrebbe evitato questo "spettacolo". Purtroppo mezz'ora prima della fine del lavoro, l'uomo delle SS, che ci sorvegliava, ci ordinò di tornare al campo. Durante la strada, tremavamo in tutto il corpo. Ci dissero che già due prigioniere erano state appese durante l'appello, e che per le altre due era giunta l'ultima oera. Le prigioniere furono obbligate a raccogliersi vicino alla cantina del blocco n. 3. A un dato segnale, ci condussero nei pressi del blocco in cui abitava il "Commando dell'Union" e dove si ergeva la forca. Udimmo la voce di Hössler: "...così saranno trattati tutti i traditori---". Io stavo tra Ela e Lola, e penzai: Devo vedere e ricordare. Così vinsi la mia debolezza e guardai la forca, percependo soltanto figure indistinte."

Questa esecuzione fu l'ultima che gli uomini delle SS riuscirono a compiere su quel terreno.

 

Tomba Comune

 

Sull'altro lato della strada, dove oggi si trova una lapide commemorativa, furono messi, in una tomba comune, i corpi dei prigionieri uccisi durante l'evacuazione del campo e di quelli che non sopravvissero dopo la liberazione, a causa delle malattie e delle ferite contratte. Questa tomba racchiuse i corpi di 710 prigionieri di ambo i sessi, di deverse nazioni. Alla loro tumulazione assistettero migliaia di polacchi.

 

Colonia delle SS

 

Questo terreno impressionò diversamente nel periodo dell'occupazione tedesca. Furono espulsi i proprietari legittimi delle case che si trovavano nelle vicinanze cioè la popolazione polacca. Al loro psto venivano sistemate le famiglie delle SS, per impedire aiuto e per rendere impossibile la fuga dei prigionieri. Inoltre, quando i prgionieri lavoravano su quel terreno, erano osservati anche dai membri delle famiglie delle SS. Giusto in quelle case abitavano i dirigenti del campo: Fritzsch, Aumeier, Hoffman, Hössler, il dirigente della sezione di lavoro Schwartz, l'uomo dei rapporti Rapportfuhrer Palitzsch (che fucilò di propria mano alcune migliaia di prigionieri sotto il muro della morte, nel cortile del blocco n. 11), il capo della Gestapo del campo Grabner - e molti, molti altri. Qui vivevano e venivano educati i loro bambini.

 

Casino delle SS

 

Tutto il terreno chiamato Lagerbereich (zona del campo) era sbarrato e custodito dagli uomini delle SS. Vicino ad uno di questi sbarramenti, nella villa ad un piano con la grande terrazza, c'era l'albergo degli ufficiali Führerheim, ivi si femavano i dignitari hitleriani che venivano ad ispezionare Auchwitz, tra essi il sommo capo delle SS - Himmler - e il capo dell'Ufficio Amministrativo ed Economico del Reich - Pohl.

 

Viadotto ferroviario

 

Il campo di Birkenau si vedeva da sopra il ponte della ferrovia. Proprio in quel luogo, il 1 Marzo 1941, si fermò Himmler con il suo seguito, tra cui il comandante del campo di Auschwitz, Rudolf Höss. A nord si estendevano le costruzioni del villaggio Brzezinka (Birkenau). Höss descrisse quella scena:68

"Himmler, in mezzo al gruppo che lo circondava, dal ponte fece un gesto con la mano, in direzione di Birkenau, dicendo che si sarebbe potuto far sorgere il campo in quella regione, però lontano dai centri abitati e isolato dal vecchio campo. Ciò avvenne prima dell'esplosione della guerra tedesco - russa, perciò non comprendemmo per quali prigionieri sarebbe stato costruito tale campo. Himmler non si rispose in proposito. Ne conclusi che egli trattava la cosa come segreto militare."

La costruzione di Birckenau cominciò nell'ottobre del 1941. I prigionieri vi andavano a lavorare da Auschwitz. Per prima cosa furono demolite le case dei contadini e coi mattoni rivati dalla demolizione si costruirono baracche primitive.

 

 

  Birkenau

Portone Principale

Dal portone principale - che serviva anche come posto di guardia delle SS - si oltrepassa, a sinistra, il settore I, diviso in due parti: "a" e "b". A destra si trova il settore II, costruito con baracche di legno. Esso è diviso in 6 parti (a,b,c,d,e,f). Ogni settore e ogni parte di esso sono circondati di filo di ferro spinato.

 

Costruzione del primo settore (B Ib)*

 

Le baracche del settore Ib furono costruite come le prime. Per la costruzione di quelle baracche in masonite furono impiegati prigionieri civili e alcune centinaia di prigionieri di guerra russi (in tutto circa 2000 persone). Lo stato fisico dei prigionieri di guerra era catastrofico. Nelle sue memorie Höss disse:89

"Stavo costruendo a Birkenau il campo dei prigionieri di guerra, servendomi dei prigionieri stessi, appena capaci di reggersi in piedi. Secondo l'ordine delle SS - Reichsführer si sarebbero fatti venire ad Auschwitz per tale scopo soltanto prigionieri di guerra russi forti ed adatti a questo lavoro. Gli ufficiali della scorta dissero di aver scelto i più capaci tra i prigionieri di guerra che restavano a loro disposizione... I prigionieri di guerra erano in fin di vita cadevano come mosche, a causa della generale inazione o in seguito alla più piccola malattia, davanti alla quale l'organismo non poteva difendersi. Ne vidi morire molti mentre trangugiavano barbabietole o patate."

Rimirando oggi il terreno di Birkenau, non è possibile immaginare in quali condizioni vi si compivano scavi e costruzione negli anni 1941-1942. I prigionieri di guerra, indeboliti ed affamati, con stivali rotti o a piedi nudi, senza mantelli, spingevano carretti a mano, portavano i mattoni ed il materiale da costruzione camminando nel fango fino alle ginocchia. Höss così parlò di questo:90

"Fu ancora peggio nella stagione dello sgelo, nell'inverno 1941-1942. I prigionieri tolleravano meglio il freddo che l'umidità. Nelle baracche primitive in pietra, pronte a metà, costruite affrettatamente quando Birkenau cominciò a esistere, la mortalità crebbe costantemente. Persino i più robusti cominciarono a perire ogni giorno."

 

"Königsgraben"

 

La compagnia in punizione si trovava in una delle baracche del settore Ib. Essa lavorava allo scavo che conduceva l'acqua del terreno alla Vistola. Questo scavo si chiamava Königsgraben. Al soffitto di una delle baracche c'è il disegno di un prigioniero sconosciuto raffigurante fino ad oggi tale compagnia durante il lavoro. I prigionieri della compagnia in punizione dovevano essere sterminati, tuttavia dovevano essere prima completamente sfruttati. Ecco le memorie del fu prigioniero J. Kret:91

"Noi dobbiamo correre il più possibile con il peso, per non buscare i colpi, ma per quanto cerchiamo di evitarli, ci riesce impossibile, cerché "il kapo" batte sempre col suo lungo bastone ogni persona che corre. La riserva di forze si esaurisce ben presto. Noi non riusciamo a sopportare una corsa che fa morire... Le botte e il dolore terribile ci obbligano a correre il più possibile. Moll (SS-Hauptscharführer), ritto sulla diga, osservava l'esecuzione del suo ordine. Sul viso la contentezza era evidente."

I prigionieri venivano uccisi nel cortile di quella baracca. Ai fatti che scuotono maggiormente il cuore, bisogna aggiungere quelli dell'11 Giugno 1942. Il giorno seguente alla ribellione dei prigionieri della compagnia in punizione, durante la quale cercarono di scappare 50 prigionieri, avvennero le fucilazioni. A quelli che rimasero era stata resa impossibile la fuga. Per vendicare la ribellione, i dirigenti del campo Aumeier e Hössler fucilarono sul cortile di quella baracca 20 prigionieri e altri 320, con le mani legate col filo di ferro, furono spinti nella camera a gas.

 

Campo per donne (B1 a)

 

Non era ancora finita la costruzione delle baracche nel settore Ib che già nel settore Ia si cominciava un lavoro simile. Qui il 16.8.1942,92 si collocarono le prigioniere che fino ad allora erano state nel campo di Auschwitz (nei blocchi 1-10 separati del muro). Le prigioniere - come i prigionieri - abitavano in baracche che avevano scompartimenti a tre piani, in terribili condizioni igieniche e sanitarie. In ogni scompartimento c'erano anche otto persone. Sebbene questo non fosse dissimile da quello dei prigionieri, tuttavia per le donne era più doloroso e influiva sul loro morale. Ogni mancanza di riguardo per la dignità femminile era un motivo per il crollo completo delle prigioniere.93

"Scorgemmo il campo per la prima volta alla luce del giorno. Vedemmo il grigiore nel grigiore , la disperazione e il vuoto. Dovunque arrivava lo sguardo si vedevano baracche e filo di ferro interrotto minacciosamente qua e là dalle alte torri di guardia con le carabine automatiche e tutto velato dalla neve e dalla pioggia."94

Le nuove prigioniere appena arrivate (Zugang) ricevevano i vestiti del campo. Mentre si vestivano, potevano scambiare qualche parola con quelle che erano già lì, così venivano a conoscere le condizioni di vita del campo.95

"Io seppi subito che qui tutto si scambiava a pagamento, persino l'acqua. Decisi di risparmiare un pò di cibo per scambiarlo con un'altra veste. Volevo assolutamento liberarmi dell'uniforme militare russa, ridotta a uno straccio, ricevuta nell'entrare nel campo. Avevo anche bisogno di scarpe per me e per mia madre. Non era possibile portare i pesanti stivali di legno avuti in luogo delle scarpe. Avevamo anche bisogno delle maglie e fazzoletti per il capo."

Il campo per le donne, che da principio occupò una parte soltanto del settore I (per esempio "a") nel Luglio del 1943, fu ingrandito con il settore "b" confinante, in cui prima erano gli uomini che furono poi trasferiti nel settore IId.

 

Guardiane

 

Le donne erano ispezionate dalle guardiane (SS-Aufseherin). Il comandante Höss agnosticò che la moralità delle guardiane fosse smisuratamente bassa: molte di esse - la cui caratteristica era la crudeltà - avevano subito punizioni per furto. Un'ex prigioniera così descrisse l'espressione del loro viso:96

"Felice chi non è stato mai obbligato a percepire che cosa può esprimere un volto umano. Il dolce, delicato viso di una donna, ardente di passione alla vista del tormento dei deboli e dei condannati, l'austero viso di una matrona, scosso da un furioso desiderio di procurare maggior dolore. Quei visi si fanno di pietra, terribilmente freddi alle invocazioni degli uomini tormentati e perseguitati."

Durante il lavoro le donne venivano ispezionate non soltanto dalle guardiane, ma anche dagli uomini delle SS. Höss ricorda che essi "per noia e per divertimento eccitavano i cani contro le prigioniere."97

 

I topi

 

I topi erano la piaga di Birkenau. Non si sapeva da dove provenissero e in numero così grande. Molti correvano sui giacigli. I più pericolosi entravano nelle baracche ed attaccavano gli uomini indeboliti ed agonizzanti. Abbondavano dove si trovavano i cadaveri. Quasi tutte le prigioniere si lamentavano di quella piaga:98

"Il cadavere era terribilmente magro. Gli occhi spalancati erano rivolti al cielo. Sulla parte superiore del viso si scorgeva una ferita grande e spaventosa. Anche sul ventre. Si trattava del primo cadavere che vadevo ad Auschwitz. "Che cos'è questo? Che le è successo? Come mai tali ferite?" - domandai, "Sono stati i topi" - mi rispose tranquillamente un'infermiera. "E' morta ieri sera, e siccome è rimasta qui tutta la notte, i topi ne hanno approfittato.""

 

Baracca 25 (B1a)

 

Nel campo per le donne c'era la baracca n. 25. In essa le guardiane e gli uomini delle SS spingevano le prigioniere indebolite, stanche e malate. La baracca, isolata dalle altre, era sempre colma. Spesso le prigioniere vi attendevano per alcuni giorni la loro fine nelle camere a gas. Poichè attendevano la morte, non ricevevano più cibo, neppure in piccola parte. Se la baracca era troppo piena, o se il numero delle nuove persone da uccidere diminuiva, allora arrivavano i mezzi di trasporto per quelle prigioniere. Le più deboli venivano buttate sulle vetture. Poi le vetture si dirigevano verso le camere a gas. Ivi le prigioniere erano uccise col gas ciclone B.

 

Campo di quarantena (B IIa)

 

Il settore IIa, creato nell'estate del 1943, fu chiamato il campo di quarantena per i prigionieri appena arrivati. Qui venivano spesso organizzate le selezioni, il cui risultato era la spedizione di migliaia di persone nelle camere a gas. Le annotazini del medico prigioniero Otto Wolken, nascoste e ritrovate dopo la liberazione del campo, provano che gli uomini delle SS quasi ogni giorno andavano "a caccia" dei prigionieri. Ecco un esempio di quelle note:99

"Il 30.8.1944, gli uomini delle SS, Weiss, Dargelis e Kurapnik colpirono di nuovo e fucilarono uomini del nostro campo."

Ed ecco la descrizione di un altro fatto:100

"Durante la selezione del 15.4.1944 il Rapportführer Kurpanik e due uomini delle SS, Dargelis e Barecki, si divertirono in maniera tale, che battendo e prendendo a calci le vittime, ne scacciarono dalla baracca 184, vestite con le sole mutande. Erano state scelte dal medico delle SS. Essi le obbligarono ad inginocchiarsi, misero le rivoltelle sulle loro teste e poi le costrinsero ad alzarsi e a correre. Allora le fucilarono."

 

Campo di famiglia Theresienstadt

 

In condizioni un pò diverse vissero o perirono i prigionieri alloggiati nel cosiddetto campo di famiglia - venuti a Birkenau da Terezin, nel settembre 1943. Per un pò di tempo essi ebbero un trattamento quasi privilegiato. Sebbene agli ebrei fosse proibito di scrivere e di mandare lettere, le autorità del campo fecero un'eccezione in questo caso. Quelle lettere, dirette a diversi stati, persino neutrali, avevano lo scopo d'ingannare l'opinione mondiale sulle effettive condizioni del campo di Auschwitz e sullo sterminio degli ebrei.101 I trasporti degli ebrei da Terezin ad Auschwitz furono eseguiti fino al maggio del 1944. Quei prigionieri vennero liquidati nelle camere a gas in due riprese: 1l 3 Marzo e l'11-12 Giugno 1944.102 Tra i condannati c'erano anche i bambini. Uno di questi condannati così descrisse le sue impressioni:103

"Nel gruppo più numeroso furono scelti 80 ragazzi, da 12 ai 16 anni. Prima che fossero asfissiati, li trasferirono nel campo degli uomini. Io ero in quel gruppo. Fui separato dai genitori, ma allora nessuno di noi poteva più piangere, nonostante conoscesse con precisione il giorno in cui sarebbero stati condotti nel crematorio. Li osservammo persino quando vi andarono."

 

Campo per le ebree ungheresi (B IIc)

 

A Birkenau, vicinissimo al campo di famiglia "Theresienstadt", si trovava il campo in cui nel Maggio del 1944 furono collocate le ebree ungheresi. Esso era marcato B IIc. Nel Giugno del 1944 quel campo conteneva 20000 prigioniere circa.104 In Luglio gli uomini delle SS cominciarono ad organizzare trasporti in Germania. Si trattava soltanto di trasporti di prigioniere sane, perché quelle malate erano uccise nelle camere a gas.

 

Campo per gli zingari (B IIe)

 

Nel Febbraio del 1943 vennero introdotti a Birkenau gli zingari, e collocati nel campo B IIe. In quel campo di famiglia passarono circa 21000 prigionieri appartenenti a diversi paesi. Il comandante Höss, ricordando la visita di Himmler, scrisse:105

"Gli mostrai particolareggiatamente il campo degli zingari. Egli osservò tutto con attenzione; vide le baracche strapiene, le cattive condizioni igieniche, le baracche che fungevano da ospedale, ricolme di malati, il reparto delle persone contagiose, i bambini affetti di una malattia che mi ha sempre spaventato in quanto mi ricordava la lebbra vista in Palestina. Quei miseri corpicini infantili dalle gote incavete, le cui membra ancora in vita si decomponevano progressevamente, costituivano davvero una scena terribile."

Come risultato di questa visita Himmler odinò la liquidazione degli zingari, che avvenne il 2 Agosto 1944. Quel giorno nelle camere a gas di Birkenau ne furono uccisi 2897.106 L'operazione si svolse così:107

"Alcune settimane dopo, i prigionieri del campo maschile108 furono svegliati dalle urla di migliaia di uomini. Bastò uscire dalla baracca per vedere che cosa stava succedendo. Nel campo degli zingari, tutto illuminato, correvano uomini, donne e bambini, scacciati dalle baracche dagli uomini delle SS. Essi furono allineati per cinque con l'ordine di dirigersi al crematorio. Urlavano perché volevano resistere. I rumori durarono tutta la notte, ma al mattino il campo degli zingari era vuoto."

 

Ospedale per gli uomini

 

Tra i crematori III e IV esisteva a Birkenau il cosidetto ospedale del campo II f. Esso consisteva in alcune decine di baracche, nelle quali i malati potevano essere curati soltanto con medicamenti primitivi: ma soprattutto attendevano o la selezione109 per la camera a gas o la morte lenta. In entrambi i casi icorpi erano bruciati nei vicini crematori.

 

Banchina ferroviaria e crematorio - Luogo di selezione

Fra i settori I e II vanno i binari ferroviari. Si tratta della ferrovia secondaria che conduce dalla stazione di Auschwitz alle camere a gas di Birkenau. Nella ferrovia secondaria c'era la banchina in cui i medici delle SS, e persino i semplici uomini delle SS selezionavano i nuovi arrivati nel campo di concentramento.110 Secondo il documento originale tedesco del 28.6.1943, preparato dal dirigente centrale dei lavori di costruzione (Zentralbauleitung der Waffen SS u. Polizei in Auschwitz) i 4 crematori riuscivano a bruciare in una giornata 4416 cadaveri.111 Poiché i crematori non bastavano, gli uomini delle SS bruciavano i cadaveri anche nelle vicinanze o accatastati nel boschetto. Accanto al crematorio IV si trova il laghetto a cui si perveniva mediante gli stretti binari ferroviari dei crematori IV e V. Ivi si trasportavano e si gettavano le ceneri umane. Quelle ceneri, ancora visibili, sono una delle maggiori prove dei crimini compiuti su quel terreno.

 


Messico (B III)

 

La strada conduce dal crematorio V al cosidetto il nuovo comando di Birkenau. A sinistra di tale strada si trova il settore III del campo (la sua superficie era eguale a quella del sttore II), chiamato nel gergo dei prigionieri "Messico". In quel settore, appena esso era in costruzione, gli uomini delle SS collocarono alcune decine di migliaia di prigionieri, soprattutto di ebree ungheresi. Le condizioni di vita del "Messico" erano così difficili da non potersi descrivere. Ne diamo un attestato:112

"Ecco l'interno del blocco. Nel mezzo vi sono ammucchiate coperte, perché ancora non sono stati costruiti i reparti, e le donne dormono in terra. Intorno al blocco, alla sua ombra o al sole bruciante, giacciono figure quasi completamente nude, grigie per ll'inanizione e la sporcizia. Gli stracci che le ricoprono, già da tempo non bastano più. I vestiti ricevuti, bruciacchiati a causa di parecchie disinfestazioni di parassiti, ricamati o di seta, con grandi scollature sul dorso, essendo stati una volta abiti da sera, sono sbrindellati. Si vedono donne in camicia o coperte soltanto davanti, senza altri sccessori. Questa nudità aumenta ogni giorno."

Si selezionavano anche le prigioniere del "Messico" dirigendo le deboli e le malate alle camere a gas. Un esiguo numero di prigioniere era spedito all'interno del Reich, in altri campi.

 

Cancellatura delle orme dei crimini

 

L'Armata Sovietica che si avvicinava obbligò gli hitleriani a evacuare i prigionieri e a liquidare gli impianti di sterminio. L'ultimo trasporto dei prigionieri di ambo i sessi avvenne a piedi, il 18 Gennaio 1945. Tuttavia da qualche mese le autorità del campo smontavano impianti e baracche (per esempio nel "Messico"). Nei giorni113 che precedettero la liberazione c'era nei prigionieri una tensione drammatica, perché nel campo si trovavano soprattutto coloro che non potevano camminare. Quasi subito dopo l'ultimo trasporto gli uomini delle SS cominciarono a bruciare i magazzini (il cosidetto "Canadà"), con i vestiti degli uomini uccisi nelle camere a gas. Il 20 Gennaio 1945 gli uomini delle SS fecero esplodere i crematori II e II, e la notte dal 25 al 26 Gennaio, anche il crematorio V.114

 

Liberazione

 

Il 27 Gennaio 1945, alle 15 circa, entrarono a Birkenau e ad Auschwitz i soldati sovietici della I Armata del Fronte Ucraino, comandata dal maresciallo Koniev.

 

Punizione dei criminali

 

Liberando i terreni occupati dai nazisti o occupando il territorio del III Reich, le armate degli Stati Alleati recarono ad ogni passo la libertà ai prigionieri racchiusi nei campi di concentramento e a quelli di guerra, agli uomini obbligati ai lavori forzati. Si trovarono forche e numerose tombe con i cadaveri dei patrioti fucilati. Vedendo i mucchi dei corpi dei prigionieri uccisi a Nordhausen, l'allora generale Eisenhower disse:

"Il compito della pace sarà di creare condizioni tali che non permetteranno al mostro hitleriano di levare più il capo".

Il Tribunale Militare di Norimberga si occupò di esplorare e di giudicare i crimini degli hitleriani. Sul banco degli accusati sedettero i criminali principali. In ogni Stato liberato ci furono processi contro gli assassini del popolo. Il Supremo Tribunale Nazionale Polacco esplorò tra l'altro i casi dell'ex comandante del campo di Auschwitz e dei membri delle SS costituenti la guarnigione. I colpevoli ebbero la meritata punizione. Prima dell'esecuzione l'ex comandante Höss dichiarò:115

"Nella solitudine del carcere sono arrivato all'amara comprensione dei crimini commessi contro l'umanità. Come comandante del campo di sterminio di Auschwitz realizzai una parte dei piani di sterminio del popolo del "Terzo Reich". Essendo responsabile, pago con la mia propria vita... La scoperta e la costatazione di quei crimini mostruosi contro l'umanità servono ad evitare nel futuro le premesse che conducono a fatti così terribili."

PER NON DMENTICARE parte IV

    Blocco della morte

Il blocco n. 11, esternamente non dissimile dagli altri blocchi, chiamato dai prigionieri "Il blocco della Morte" era isolato, chiuso sempre a chiave e denominato prigione del campo. Il cortile di questo blocco era circondato da un alto muro. I cesti di legno sulle finestre del blocco vicino, servivano ad impedire che si osservassero le scene che avvenivano sul cortile saturato dal sangue di circa 20000 prigionieri fucilati presso "il Muro della Morte". Nel pianterreno e nelle celle situate nei seminterrati di questo blocco, tutto è rimasto come allora. La storia del blocco n. 11 è tragicamente ricca di contenuto70. A differenza degli altri blocchi, qui il guardiano era sempre un uomo delle SS. Oltre ai funzionari dei prigionieri (blocchista, scrivano e capo camerata) venivano alloggiati a pianterreno i prigionieri civili (uomini e donne) che attendevano il verdetto del procedimento per direttissima presso la Gestapo a Katowica. Le sessioni di questo tribunale avvenivano una volta al mese. Vi partecipavano il capo della Gestapo di Katowica, il dottor Rudolf Mildner con i suoi collaboratori, ed il capo della sezione politica del campo di Maximilian Grabner con suoi dipendenti: Lachman, Dylewski, Boger ed altri. In due-tre ore, il tribunale emetteva duecento verdetti di morte. I condannati dovevano spogliarsi e a due a due arrivare presso "Il Muro della Morte". Qui venivano uccisi i prigionieri del campo. I prigionieri chiamati durante l'appello, erano circondati dagli uomini delle SS e scortati fino al blocco n. 11. Da principio l'esecuzione avveniva mediante il plotone d'esecuzione, in seguito con un colpo alla nuca. Se il numero dei condannati alla fucilazione era esiguo, i progionieri venivano uccisi nel lavatoio situato nel corridoio vicino al cortile. Alle esecuzioni partecipavano gli ufficiali delle SS, ed i membri della guarnigione del campo. Tra i sottoufficali partecipavano attivamente i Rapportführer e gli uomini delle SS appartenenti alla sezione politica. Ecco come uno dei prigionieri descrisse l'esecuzione:71

"Alle domande investigative che vennero loro rivolte, Gilewicz, Wozniakowski, Szumanski, Lisowski-Paolone si difesero come noi dall'accusa di complotto militare. Le loro risposte e le loro spiegazioni non ebbero alcun significato perché già prima dell'interrogatorio erano stati condannati. La condanna a morte di decine di persone "garantiva la tranquillità nel campo". Per primi andarono "al muro di esecuzione"72 - il cononnello Dziama e il capitano Tadeusz Lisowski-Paolone, e vi andarono da soldati. Accostandosi al muro, Dziama si rivolse agli esecutori Stiewitz e Clausen per chiedere di non sparare dietro la testa con "il fucile a vento", ma di sparare con le pistole e direttamente in viso, come si fa ai soldati. Si vede che essi apprezzarono quel coraggio, perché accettarono la richiesta. Lisowski gridò ancora: "Viva la Polonia libera e indip...", e quelle furono le sue ultime parole. Essi perirono da soldati, da figli fedeli della Polonia non ancora sconfitta".

Nei sotterranei del blocco n. 11 le autorità del campo fecero la prima prova dell'uccisione in massa con gas ciclone B. La prova avvenne il 3.9.1941. Vi perdettero la vita 600 prigionieri militari sovietici e circa 250 prigionieri, trasportati dai blocchi dell'ospedale. Poichè il 4 settembre fu constatato che una parte dei prigionieri sopravviveva, gli uomni delle SS aggiunsero una porzione di ciclone. Il 5.9.1941, si cominciò a tirar fuori i cadaveri.73

 

Punizioni - Celle buie (Carceri)

 

Le celle dei sotterranei avevano aspetto e destinazione diversi. Nelle celle ordinarie si mettevano i prigionieri per le indagini, nelle celle buie per le punizioni e nel 1941 anche i prigionieri che durante l'appello venivano scelti dal comandante o dal dirigente del campo. Si faceva "la scelta" se si constatava la fuga di un prigioniero dal campo. Gli "eletti" venivano presi dal blocco a cui apparteneva il fuggiasco. Di solito si sceglievano dieci prigionieri, qualche volta venti. Collocati nella cella buia, i prigionieri non ricevevano nè da mangiare ne è da bere. Dopo alcune decine di giorni, essi morivano di fame. I prigionieri della camera buia (di superficie 7 m2) per scontare la pena restavano chiusi tutta la notte e al mattino venivano spinti al lavoro. Il soggiorno nalla cella buia fu descritto dal prigioniero Maksymilian K.:75

"Dopo cena, alle 21 circa, io andai al blocco n. 11. Nelle cantine di questo blocco si trovavano le celle di segregazione. Mi annunciai al blocchista insieme ad altre 38 persone, compagne della mia sorte, dicendo che dovevamo passare nella cella buia tre notti di punizione. Il blocchista, facendo il rapporto sul nostro numero al Blockführer, ci condusse nelle cantine e ci chiuse nelle celle n. 20. Quando si chiudevano i prigionieri nelle celle punitive, si faceva la perquisizione personale. Tuttavia quel giorno si dimenticò di farlo. Da ciò che "i kapi" tedeschi avevano sigarette, fiammiferi, candele e opuscoli da leggere. Alle 22 "i kapi" accesero le candele e comunciarono a leggere fumando sigarette. L'aria nella cella si fece sempre più irrespirabile e così calda che dovemmo toglierci le giacche, i pantaloni e le sottovesti. Alle 0,30 non si poteva più resistere. Gli uomini cominciarono a voltarsi, a toccarsi reciprocamente, a maledire: provarono persino a rompere la porta, che purtroppo non cedette. L'aria si fece sempre più irrespirabile, gli odori sempre più sgradevoli. I più deboli fisicamente caddero, i più forti cercarono di essere più vicini alla porta dove si respirava meglio. Poi tutti perdettero la coscienza e la mattina dopo le 5, quando la porta venne aperta, e fummo tirati fuori, nel corridoio, eravamo nudi. Delle 39 persone chiuse nella cella n. 20, ne sopravvissero 19. Di queste 19, sei ne furono portate in infermieria. Di queste sei, ne morirono quattro.

 

Stehzelle

 

La terza specie di celle erano le "Stehzelle". In esse venivano messi i prigionieri puniti o riacciuffati durante la fuga. La cella si divideva in quattro piccoli scompartimenti di centimetri 90x90 ciascuno. I prigionieri vi entravano carponi, da un'apertura presso il pavimento, come cani nel canile. In ogni scompartimento dovevano stare quattro prigionieri, quindi sedici in tutta la cella. L'aria entrava soltanto da un pertugio di centrimetri 5x5. I prigionieri non potevano sedersi , ne tanto meno coricarsi, e soffocavano per mancanza d'aria. I sopravvissuti al mattino erano spinti al lavoro e alla sera rinchiusi nuovamente. Se si trattava di un prigioniero ripreso durante la fuga, allora non riceveva nè da mangiare nè da bere: perciò doveva morire di fame. Le autorità del campo selezionavano periodicamente quelle celle. I prigionieri venivano uccisi nel cortile del blocco n. 11, o aggregati a una speciale compagnia chiamata "compagnia di punizione", dalla quale non era facile sfuggire alla morte.
Il comandante Höss, quando era in carcere, ricostruì con la memoria il regolamento delle punizioni applicate "ai prigionieri che non osservano l'ordine e la disciplina del campo".76 Il prigioniero che secondo le SS compiva un delitto, veniva denunciato da un rapporto scritto. Il comandante o il dirigente non controllava, ma in base al contenuto del rapporto condannava il prigioniero a punizioni diverse. Il prigioniero poteva essere punito per qualsiasi cosa, come risulta dei rapporti scritti che sono stati conservati. Si puniva il prigioniero per aver preso qualche pomodoro, per aver fumato sigarette, per aver soddisfatto i bisogni fisiologici durante il lavoro o per aver scambiato un suo dente d'oro con un pò di pane. Il regolamento era dunque una finzione e le punizioni avevano lo scopo di seminare il terrore nel campo e di sterminare i prigionieri.

 

Fustigazione

 

La punizione con la frusta veniva applicata su uno speciale cavalletto. Il numero ufficiale di colpi era 25, ma per il fervore delle SS venivano dati anche 75 colpi. La vittima doveva contare ad alta voce, in lingua tedesca, il numero dei colpi che riceveva. Per un errore di calcolo, si ricominciava da capo. I risultati di questa punizione sono illustrati dall'ex prigioniero Boleslaw Bicz:77

"Dopo 21 giorni di segregazione nella cella del blocco n. 11 i sanitari, una sera, ci tirarono fuori e ci condussero sulla piazza antistante il blocco n. 16 dove, alla presenza di Höss, Gabner e Krankemann ricevemmo 50 colpi ciascuno. Io svenni e fui trasportato nell'ospedale del campo. Ripresi conoscenza dopo due settimane; nella camera in cui mi risvegliai, c'erano 36 cadaveri. Dietro mia richiesta, il medico, - prigioniero Tadeusz G. mi trasferì in un'altra camera, si diede da fare per me e mi operò. Per 7 mesi, sotto il suo controllo, fui curato dalle ferite che si erano formate sul mio corpo in seguito ai colpi ricevuti. I glutei suppurarono, sopravvennero flemmoni e necrosi, perdetti la maggior parte dei muscoli del gluteo destro."

Nello stesso tempo furono battuti con Bicz altri prigionieri. Uno di essi, Stanislaw Mrzyglod morì in seguito a quelle torture e a quelle botte.

 

Impiccagione sul piolo

 

"L'impiccagione sul piolo" consisteva nell'appendere il prigioniero con le mani legate dietro il dorso in maniera che egli poteva appena toccare la terra con la punta delle dita dei piedi. La punizione durava qualche ora. Fu applicata nel sottotetto del blocco n. 3 (1940) e dopo nel blocco n. 11.

 

Altre punizioni

 

Vi erano altre punizioni:

1.       Lavoro durante le ore di riposo; i condannati erano controllati dalle SS.

2.       Esercitazione o immobilità; erano esercizi punitivi "sport".

3.       Trasferimento ad altri campi (es. alla miniera di pietre di Mauthausen).

4.       Internamento in celle speciali nei sotterranei del blocco n. 11.

 

Compagnia di persone in punizione

 

Si deve riservare una speciale attenzione alla "compagnia in punizione". Il comandante Höss agnosticava che a tale compagnia fossero affidati i lavori più penosi - perciò la preparazione di fosse d'irrigazione sul terreno di Birkenau. I prigionieri della compagnia di punizione dovevano lavorare tutto il giorno - anche quando gli altri prigionieri avevano il diritto di riposare. Continuando, Höss dichiarò: "per questa compagnia vennero scelti "capi" particolarmente energici, tra cui, mi ricordo, il prigioniero Krankemann." L'aspetto di tale compagnia quando tornava al campo, dopo il lavoro, era terribile:78

Alcuni prigionieri venivano trasportati con "il carro a rulli" ed erano morti. Gli altri venivano trasportati con il carretto a mano. Quelli che dopo il lavoro potevano ancora camminare, ma che durante il tragitto perdevano con il residuo delle forze anche la capacità di andare avanti a tempo di marcia, venivano sostenuti a braccia dai colleghi. I rimanenti ancora vivi, venivano portati dai colleghi più forti con speciali barelle."

Le donne appartenenti a questa compagnia ripulivano i laghi per pesci dai giunchi. La compagnia di punizione femminile si trovava nei dintorni di Birkenau, nel villaggio Budy. Nell'autunno del 1942 esplose la ribellione. Le prigioniere cercarono di scappare dal campo. L'azione fu diretta dalle ebree francesi. Il comandante Höss così descrisse questa ribellione.79

"L'operazione avvenne nella tarda notte: appena ne fui informato, mi recai al campo e constatai che le francesi erano state uccise con stanghe e accette; alcune di esse erano state decapitate, altre erano state buttate dalla finestra del primo piano."

Le prigioniere incaricate ai servizi direttivi del campo, che non avevano perso la vita nel massacro, furono uccise dall'uomo delle SS, Klehr, con iniezioni al fenolo. Lo conferma lo scritto del 24.10.1942 del medico Kremer, la SS-Obersturmführer; egli nel suo diario dice:80"Sei donne della ribellione di Budy hanno ricevuto l'iniezione (Klehr)". Durante la ribellione perdettero la vita circa 90 prigioniere.

 

Torture

 

L'indagine concernente le torture, come ogni affare del campo, fu guidato dagli uomini delle SS della sezione politica. I prigionieri erano trattati disumanamente. Venivano loro carpite le unghie, inflitte punture con lancette di orologio nelle parti più sensibili del corpo, specialmente di quello femminile, fatte ingerire con uno speciale tubo grandi quantità d'acqua (soffocamento) a suon di bastonate. Molti prigionieri morirono durante gli esperimenti. Quelli che avevano subito le torture erano aggregati alla compagia di punizione, e questo significava la condanna a morte. Gli altri erano fucilati e impiccati.

 

Esecuzioni

 

La fucilazione dei prigionieri avveniva su diverse basi. Durante la prima esecuzione del 22.11.1940 si fecero fuori 40 polacchi. Diresse l'esecuzione il dirigente del campo Fritzsch, presenziò come testimone l'ufficiale delle SS Jäger, spararono gli uomini delle SS. Si fucilava per i delitti dei campi, come rappresaglia per l'Azione del Movimento di Resistenza del Paese, per l'azione politica prebellica, ed anche per diffondere il terrore ovunque. Le esecuzioni si compivano di solito sul cortile del blocco n. 11 ed anche nelle cave vicino al campo, nelle quali veniva scavata la ghiaia. I fuggiaschi acchiappati durante la fuga e i prigionieri che li avevano aiutati, spesso venivano appesi ad una forca trasportabile, eretta davanti alla cucina. L'impiccagione avveniva pubblicamente durante l'appello della sera. Il 19.7.1943 sulla piazza davanti alla cucina si costruì una forca comune destinata a 12 prigionieri. Essi furono impiccati dopo l'appello vespertino. Il fu prigioniero Wilhelm W. descrisse così l'esecuzione:81

"Dopo le formalità dell'appello, che quel giorno furono compiute rapidamente, si condussero sotto la forca i prigionieri Wozniak, Sikorski, Skrzetuski, Marcisz, Stawinski, Wojtyga, Kulikowski, Gancarz, Ohrt, Foltanski, Rajzer, Rapacz di fianco alla cucina, col viso rivolto alla piazza davanti agli occhi. La cerimonia era osservata da un gruppo di ufficiali delle SS, con il comandante Höss e il Lagerführer di fronte. Il corpo di guardia del campo era rafforzato. Intorno alla forca, agli angoli delle strade, stavano i Blockführer armati di carabine automatiche. Quando i condannati ebbero la corda sul collo, Höss si portò avanti al gruppo che lo circondava, accompagnato dall'interprete e cominciò a leggere il verdetto ad alta voce. Ma non finì di leggerlo, perchè Skrzetuski, il primo della fila, fece rotolare il banchetto di sotto ai piedi e si appese. Vedendo ciò gli ufficiali delle SS si avvicinarono ai condannati e tolsero i banchetti su cui erano appoggiati. Dopo l'esecuzione, Höss e gli uomini delle SS che lo accompagnavano, uscirono e a noi venne ordinato di tornare ai nostri blocchi. Dopo un pò arrivò il medico per constatare la morte degli impiccati. I loro corpi furono portati via la sera stessa."

L'ultima impiccagione dei prigionieri nel campo di Auschwitz avvenne il 30.12.1944. Perirono allora cinque prigionieri, tre austriaci e due polacchi, attivisti del Movimento di Resistenza del campo. Il prigioniero austriaco Franz Danimann descrisse così questa esecuzione:82

"Per primi furono condotti i polacchi. Alla vista della forca cominciarono a gridare nella loro lingua: "Viva la Polonia, viva la Libertà". Poi furono tirati su i comunisti austriaci Burger, Friemel e Vesely di Vienna. Percorsero silenziosamente e attentamente la breve distanza, disprezzando i loro esecutori. Sotto la forca si levò il combattente Friemel e cominciò a gridare forte:"Fuori il nazifascismo!" Avendo già la corda intorno al collo, continuò a gridare con la potente voce che si diffondeva vastamente intorno: "Viva l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, fuori la bruna infezione dell'assassinio". Ludwik Vesely fu l'ultimo. Già con la corda intorno al collo si mise a gridare: "Oggi a noi, domani a voi...""

 

Movimento di resistenza

 

Nelle difficili condizioni di vita del campo, sorse ed agì l'organizzazione contro gli hitleriani, che era illegale. Grazie ai contatti con i civili, circolarono informazioni sui crimini delle SS. Su uno scritto segreto del fu prigioniero Jozef Cyrankiewicz possiamo leggere:83

"Pure se siamo imprigionati, restiamo uomini della libertà e mandiamo al mondo libero notizie della nostra esistenza, della nostra battaglia per i diritti dei prigionieri politici. Noi stiamo dietro i fili di ferro come soldati e membri delle nostre nazioni. Chiediamo di essere trattati come soldati, chiediamo i diritti dell'uomo..."

Grazie all'aiuto dei civili, i prigionieri fecero venire segretamente nel campo il nutrimento e soprattutto i medicinali utili e necessari. I membri dell'organizzazione rubavano i cibi e i medicinali anche dai magazzini delle SS, perché fossero distribuiti ai malati. L'organizzazione faceva conoscere i nomi dei prigionieri, i nomi che venivano mandati alla Croce Rossa Internazionale. In una delle lettere segrete leggiamo al riguardo:84

"Bisogna mandare i nostri indirizzi in gran numero all'estero, affinchè i tedeschi siano consci che tutto il mondo è informato su Auschwitz. Bisogna mandare ad ogni Stato almeno 200-300 indirizzi. Si tratta di un'azione massiccia affinchè si possa essere fuori da ogni responsabilità. Sarebbe bene mandare gli indirizzi dei tedeschi nei lager, dei cechi e di altri, per esempio dei comunisti sovietici. In una parola è necessario sovraccaricare il campo di pacchi internazionali."

Per sostenere la resistenza dei prigionieri si organizzavano convegni segreti, durante i quali gli artisti preminenti facevano ricordare le più belle opere della letteratura della propria patria. Si celebravano messe nascostamente. Si informavano i prigionieri sulla situazione politica e strategica relativa ai fronti di guerra. L'organizzazione era soprattutto attenta alla battaglia contro i prigionieri criminali che adempivano le funzioni di blocchiste e capi, ecc... La battaglia mirava a far perdere i posti del campo a quei prigionieri che collaboravano con gli uomini delle SS. Sui posti già occupati dai criminali si cercava di mettere i prigionieri marcati coi triangoli rossi, cioè i prigionieri politici. Perciò questa azione si chiamava "Battaglia per l'autoamministrazione rossa". Nello stesso tempo si dirigeva il lavoro politico allo scopo di rafforzare la solidarietà internazionale contro il nazifascismo. I convegni dei dirigenti erano illegali ed avvenivano in una cameretta situata sotto la calinata che conduceva alla cantina del blocco n. 4. Nel blocco n. 20 (ospedale del campo), nella camera marcata ufficialmente Fleckfieberverdacht (sospetta di tifo) si scrivevano le lettere segrete. L'iscrizione sopra la porta di entrata proteggeva un po' dalle invasioni degli uomini delle SS, che temevano d'infettarsi di tifo. Le fughe dei prigionieri in gran parte erano preparate dall'organizzazione. Si aiutavano i fuggiaschi provvedendoli di falsi documenti e trovando loro nascondigli adatti. Coloro che fuggivano approfondivano i contatti già esistenti ed entravano nelle fila dei partigiani che agivano in prossimità del campo. Le comunicazioni mandate erano in tutto o in parte cifrate, a seconda della loro gravità. Per scrivere si usava soprattutto la carta delle sigarette. Le lettere segrete si fondevano nelle candele, si nascondevano nelle penne stilografiche, nelle sigarette, nelle chiavi e in oggetti simili che non destavano sospetto. Con questo non rischiavano di essere trovate dagli uomini delle SS, che perquisivano spesso i prigionieri che andavano o tornavano dal lavoro.
I prigionieri che lavoravano negli uffici del campo (camera di scrittura, sezione politica, ecc...) trasmettevano ai dirigenti dell'organizzazione notizie sulle azioni che le autorità del campo avevano intenzione d'intraprendere. Si facevano spesso copie o estratti di documenti nazisti per mandarli fuori del campo. Tutto ciò per documentare i crimini perpetrati nel campo dalle SS. La lista dei più grandi criminali delle autorità del campo (la lista degli esecutori), che fu approntata dal Movimento di Resistenza, raggiunse Londra, ivi fu pubblicata per radio. Questo evento intimorì le autorità del campo, tanto più che la situazione strategica generale premise la disfatta inevitabile del nazifascismo.

 

Prova di liquidazione del campo

 

Gli hitleriani ebbero l'intenzione di liquidare il campo, bombardando e facendo esplodere le costruzioni, e uccidendo tutti i prigionieri (Piano Moll). L'organizzazione diffuse questa notizia fuori del campo e si diede da fare per evitare tale disastro. L'autore del piano fu il prigioniero Jozef Cyrankiewicz. Egli menzionò le forze della guarnigione delle SS, le armi da essa possedute e il numero dei prigionieri capaci di partecipare alla ribellione con le armi.

 

Ribellione dei prigionieri "Sonderkommando"

 

Insieme al piano delle SS di uccidere i prigionieri addetti al crematorio (Sonderkommando), ci fu la ribellione dei prigionieri stessi che bruciarono il crematorio IV e una parte del crematorio II a Birkenau (il 7.10.1944). Un prigioniero occupato nel Comando descrisse i preparativi della ribellione:65

"I contatti erano collegati con tutti i circoli. Noi ci avvicinammo al nostro lavoro per preparare qualcosa di concreto. I nostri alleati erano quelli che lavoravano negli altri "Comandi", in maggior parte russi."

Per aver accelerato i tempi della ribellione, essa non diede i risultati desiderati. Ma l'eroico comportamento di quei prigionieri fu guida per coloro che rimasero nella battaglia contro gli hitleriani. Il Consiglio Militare dell'organizzazione segreta di Auschwitz valutò così l'eventuale esplosione della ribellione avente lo scopo di liberare i prigionieri:86

"Il Consiglio Militare del campo pensa che l'azione per la liberazione del campo, sia totalmente che parzialmente, abbia un grande significato morale a causa dell'importanza internazionale di Auschwitz, che è uno dei simboli della Germania hitleriana.
Il Consiglio Militare non vorrebbe che l'azione per la liberazione di Auschwitz sia riguardata soltanto come un'azione di aiuto per i prigionieri. Il Consiglio Militare suppone che Auschwitz sia dal punto di vista militare una grandissima riserva di forze umane"

PER NON DIMENTICARE parte III

Vita del prigioniero

 

Arrivo al campo

 

Tuttavia non tutti i trasporti di prigionieri furono selezionati sulla banchina ferroviaria. Alcuni furono diretti al campo dove subirono le così dette cerimonie di "Benvenuto". I primi prigionieri furono sistemati nel campo il 14.06.1940. Erano 728 polacchi. Chiusi i portoni dietro i nuovi arrivati, questi venivano messi in fila; chi li guidava diceva che dovevano ricordarsi di questo: "che erano venuti nel campo, e che nel campo non esiste altra uscita oltre quella del tubo del camino del crematorio..."

 

Rasatura e bagno

 

I prigionieri erano spinti nel blocco 26, davanti al quale dovevano spogliarsi; ivi erano rasati e spinti nel bagno. Qui, al suono di botte e di grida, veniva versata su di loro acqua bollente o gelata. Qualche minuto dopo si cacciavano nudi nel cortile senza tener conto della stagione, e ricevevano le uniformi a righe, spesso troppo strette o troppo larghe, sempre strappate e sporche.

 

Registrazione e tatuaggio

 

Si cominciava allora la registrazione. Si annotavano le generalità del prigioniero e lo si mancava con un numero. Soltanto nel campo di Auschwitz il tatuaggio fu fatto sull'avambraccio sinistro. I tatuaggi da principio venvano eseguiti con uno speciale timbro di metallo, che aveva i numeri fatti con aghi abbastanza grossi della lunghezza di 1 cm circa. In tal modo si tatuarono i prigionieri di guerra sovietici. In seguito si tatuarono con una lancetta fissata ad cannello di legno. Il tutto assomigliava ad una penna per inchiostro. Dopo il tatuaggio, il numero era il solo segno d'identità del prigioniero e sostituiva il nome.

 

Marcatura dei prigionieri

 

Il prigioniero doveva cucire sui pantalorni e sulla blusa il numero, stampato in una stoffa speciale. Sopra il numero il prigioniero cuciva anche il triangolo. I triangoli erano anche diversi colo, secondo il motivo dell'arresto e della spedizione al campo. I triangoli in maggior parte erano rossi e si riferivano ai prigionieri politici. Il color verde serviva per riconoscere i criminali. Sul triangolo veniva scritta la prima lettera dello Stato di provenienza del prigioniero (in lingua tedesca).

 

Vestiario

 

Oltre il vestito, ogni prigioniero riceveva una camicia, un paio di mutande, di stivali di legno o di scarpe. Nel primo periodo di vita del campo di concentramento - fino al Dicembre del 1940 la maggior parte dei prigionieri non riceveva nè scarpe nè berretti. I cappotti erano assegnati dagli uomini delle SS in inverno. Le prigioniere portavano vestiti e copetti a righe. Nel periodo antecedente, i prigionieri ricevettero i vestiti dei prigionieri di guerra e degli ebrei uccisi. Di ciò parlò Höss:37

"Cominciai, di mia iniziativa, a distribuire quanto restava degli ebrei uccisi ai prigionieri, e cioè le calde sottovesti e i vestiti marcati sul dorso col rosso..."

Le sottovesti venivano cambiate dopo qualche settimana. Riguardo alle catastrofiche condizioni del vestiario, il 7.11.1944 Oswald Pohl scrive ai comandanti dei campi di concentramento:38

"Non si possono tollerare le lamentele per la cattiva quantità dei vestiti: e neppure si può tollerare che il prigioniero venga considerato "miserabile" perché non ha, per esempio, gli stivali... Secondo me si dovrebbe insegnare al prigioniero il regolamento a colti di bastone come conservare le sue cose."

 

Numero dei prigionieri

 

Per tutto il periodo di esistenza del campo, si registrarono circa 405000 persone di ambo i sessi, prigionieri di guerra sovietici, prigionieri da educare,39 zingari e anche i prigionieri a disposizione della Gestapo di Katowice che nel blocco 11 attendevano il verdetto del procedimento per direttissima. Di queste persone perirono 340000 circa per le misere condizioni di vita del campo.

 

Quarantena

 

Dopo averne registrate le generalità, si mandavano i prigionieri rin quarantena e vi restavano 6-8 settimane. La quarantena era un tormento senza tregua. I prigionieri erano sottoposti ad esercitazioni, dovevano imparare i canti di marcia tedeschi e - innanzitutto - venivano battuti e tormentati ad ogni passo. Poichè non lavoravano ricevevano un nutrimento ridotto, ancora più esiguo delle insufficienti porzioni dei cibo che venivano date ai prigionieri ordinari. La quarantena aveva lo scopo di terrorizzare, di rompere l'individuo psicologicamente e fisicamente. Ecco alcuni frammenti della vita in quarantena:

"Tutto era considerato mai fatto e la punizione consisteva nel saltare, rotolare, correre, voltarsi ecc... Dopo questo, doveva essere un godimento marciare cantando, a piedi nudi, sopra cocci, vetri e simili "opportunità" che causavano altre ferite, difficilmente risanabili per la sporcizia."40
Venivano bastonati terribilmente. Dovevano correre, saltare, arrampicarsi, girarsi intorno con le ginocchia su pezzetti di pietra. I più deboli cadevano a terra, i più anziani, i più corpulenti svenivano. Il sangue affluiva alla testa, il cuore scoppiava per la fatica eccessiva e per la debolezza, tanto più che dopo l'arresto non ricevevamo niente da mangiare."

 

Amministrazione del campo

 

Molto spesso coloro che erano in quarantena morivano. Se il prigioniero superava quel periodo, doveva lavorare in uno dei Komando, cioè in una squadra di lavoro. Soltanto allora si rendeva conto che colosso fosse Auschwitz, diviso in tre parti indipendenti: il cosidetto campo base (Auschwitz I), con l'amministrazione centrale; il campo per gli uomini e quello per le donne (Auschwitz II o Birkenau), e il campo per gli uomini a Monowice (Auschwitz III o Buna). Quest'ultimo ispezionava circa 40 sottocampi dislocati soprattutto sul territorio della Slesia. L eautorità del campo di sividevano in diverse sezioni. Per esempio: il comando, la sezione plitica, la sezione dei dirigenti, la sezione dei lavoratori, l'amministrazione e l'ospedale. I dirigneti delle singole sezioni erano ufficiali dell SS di quali era subordinato il personale formato anche da uomini delle SS.

 

Autoamministrazione dei prigionieri

 

La cosidetta autoamministrazione dei prigionieri, era quasi prolungamento dell'apparato delle SS. Nel primo periodo di esistenza del compo l'autoamministrazione era formata da criminali di professione e si divideva in due sezioni: una controllava i prigionieri durante il riposo e l'altra durante il lavoro. Il cosiddetto "anziano" del campo (Lagerältester) capeggiava la prima sezione, e da lui dipendevano i blocchisti, sostituiti, i capicamera e gli scrivani: "il capo" capeggiava la seconda sezione e lo scrivano dirigeva gli affari amministrativi. Il personale di quella pseudo autoamministrazione portava sulla manica sinistra speciali banderuole indicanti la sua qualifica.

 

Appelli

 

Di solito la gionata del prigioniero cominciava con l'appello. Nel periodo iniziale del'esistenza del campo, gli "appelli" avvenivano tre volte, poi due volte al giorno. Nel periodo finali, le autorità dei campi cercavano di sfruttare al massimo la giornata di lavore, perciò facevano l'appello soltanto di sera. Lo scopo prinipale dell'appello era quello di accertare il numero dei prigionieri presenti. Poi il blocchista lo comunicava all'uomo delle SS, il quale ne constatava la veridicità e lo trasmetteva al sergente di giornata(RapportFührer).

 

RapportFührer

 

Tutti i rapporti, le cui formalità duravano 30 minuti venivano comunicati al comandante del campo o al suo sostituto (Lagerführer). Durante l'appello, tutti i prigionieri, allineati a decine, dovevano stare sull'"attenti" a capo scoperto. La parola "appello", dal suono così innocente, terrorizzava i prigionieri. Gli appelli che duravano meno di un'ora, erano rarissimi. Di solito venivano prolungati di propostito dagli uomini delle SS fino a raggiungere molte ore, senza riguardo alla temperatura. Nel campo delle donne accedeva di peggio, spesso spesso durante l'appello le prigioniere venivano fatte inginocchiare con le braccia levate in alto. Il 6.7.1940 l'appello durò dalle 19 di sera alla 14 del pomeriggio successivo, dunque 19 ore circa, ed i prigionieri dovettero restare sull'"attesa" o accoccolate. La fu prigioniera Sewerina Szmaglewska, così descrisse il procedimento dell'appello nel campo delle donne:42

"La capocamera, dopo aver calcolato il numero delle persone che erano davanti alle baracche condussero fuori quelle febbricitanti o indebolite o in terra. Infine portarono fuori le agonizzanti e le distesero davanti al blocco per contarle. Quelle figure umane, stanche, immobili sulla terra umida, appena riparate da plaids bagnati nel fango, incatenano gli sguardi delle donne sane da poco arrivate. Non si può distogliere gli occhi, perché ovunque, in ogni baracca, lo stesso quadro. Qualcuna bisbiglia quasi a se stessa. E' giusto che Auschwitz sia celata come un segreto, che i bambini non sappiano come muoiono le loro madri..."

I parenti più stretti non sapevano come erano periti i padri, le sorelle e i fratelli. Non potevano intuire la tragica verità di Auschwitz quando ricevevano il telegramma con cui le autorità del campo li informavano sulla morte del prigioniero.

 

Lettere scritte

 

Eppure qualche giorno prima dell'arrivo del telegramma il prigioniero aveva scritto: "La mia salute è buona e mi sento bene". Avveniva spesso che la lettera dallo stereotipato contenuto "ich bin gesund" arrivava qualche giono dopo il telegramma che annunciava la morte. I parenti non sapevano che colle 15 righe vergate sulla carta da lettere del campo, sottoposte alle censura delle SS, il prigioniero aveva diritto di dire soltanto notizie positive, non poteva assolutamente scrivere la verità sulle difficili e inumane condizioni in sui si trovava.

 

La vita del prigioniero

 

La visione costante dei fili elettrici, la sui densa rete annullava ogni speranza di libertà, il quadro giornaliero dei camerati morti, l'ansia sulla sorte delle persone più vicine, tutto questo influiva negativamente sulla psiche del prigioniero. Se le forze fisiche lo permetteva, vedendo la sua condizione disperata, egli faceva l'ultimo sforzo e ... "andava contro i fli di metallo". Questo nel campo veniva chiamato suicidio. Se il prigioniero non periva paralizzato dalla corrente elettrica, veniva ucciso da una pallottola del guardiano, l'uomo delle SS. Il comandante del campo, Höss, così spiegò questo problema:43

"Per esperienza so che le condizioni psicologiche in cui vivevano i prigionieri nel campo giocavano un ruolo non inferiore a quello delle condizioni fisiche. Si devono menzionare l'incertezza e non la speranza di ricevere la libertà - (la maggior parte dei prigionieri veniva rinchiusa nel campo per un periodo indefinito) - e il terrore legato all'incertezza sul domani, che minacciava i prigionieri.
Spesso non conoscendo il motivo dell'arresto, i prigionieri crollavano psichicamente, perdevano il desiderio di vivere e concludevano che valeva la pena di rischiare quando si poteva essere fucilati da un momento all'altro. Fuggire equivaleva a suicidarsi. Perciò il suicidio era la più acuta espressione dell'abbattimento del prigioniero... Le donne da principio si comportarono bene, ma poi raggiunsero lo stremo delle forze fisiche e psichiche, e la loro caduta fu improvvisa..."

Le sfere dell'orologio del campo segnavano impietosamente e monotamente il tempo di vita che restava al prigioniero: dal gong del mattino al gong della sera, da un pasto all'altro, dal primo appello a quello in cui il cadavere del prigioniero veniva conteggiato per l'ultima volta.44

 

Pena giornaliera

 

Il campo di Auschwitz fu costruito con le forze dei prigionieri racchiusi in esso. I prigionieri lo ampliarono, costruirono vie e case, sianarono il terreno, ecc... Ciò è confermato da uno di essi:45

"Il lavoro consisteva nel caricare sui vagoni diversi pesi, nel demolire baracche, ecc... Tutto doveva essere fatto correndo; chi cadeva a terra per la stanchezza, era battuto, calpestato dagli uomini delle SS e dal "Kapo"...
Quando ritornavamo dal lavoro stanchi e spossati, dovevamo portare 5 mattoni ciascuno. Chi non faceva questo, era calpestato e tormentato in modo particolare. Io ero occupato nel trasporto di ruderi e principalmente della ghiaia alla fabbrica di calcestruzzo. Il lavoro era penoso. Dovevamo riempire i carri di ruderi e trascinare il peso fino alla fabbrica di calcestruzzo: tiravamo decine di carri al giorno."

Particolarmente penoso era il lavorare col cilindro a rulli, che veniva affidato soprattutto ai preti ed agli ebrei. Serviva per spianare la piazza di appello situata in mezzo al campo. Sulla piazza furono poi costruiti otto blocchi per i prigionieri. "Il kapo" Krankemann si distingueva per il suo straordinario sadismo; era un criminale di professione, incaricato di ispezionare il gruppo che lavorava col'enorme cilindro a rulli. Oltre i lavori di costruzione e di demolizione del campo, i prigionieri dovevano compiere quelli inerenti il podere, allevando perci, e animali da cortile; dovevano costruire camere a gas e crematori, prosciugare il terreno, impiegarsi negli stabilimenti industriali come: Deutsche Ausüstungswerke (DAW), Deutsche Erd-und Steinwerke (DEST) e molti altri. La fondazione degli stabilimenti e ampliamento dei laboratori artigiani sul territorio del campo di concentramento furono ordinati da Kimmler durante la sua prima visita ad Auschwitz nel 1941 "di modo che - come spiegò il comandante Höss46 - anche sul campo dell'armamento dell'esercito tedesco, le SS occupassero il primo posto..."

 

I grandi stabilimenti industriali tedeschi profittarono del lavoro dei prigionieri

 

Nel 1942 e nel 1944 sorsero circa 40 filiali del campo di Auschwitz e collocate vicino alle fonderia, alle miniere e alle fabbriche slesiane. I prigionieri lavoravano nelle fabbriche di cannori e di prodotti chimici, nelle miniere di carbone, ecc... In base alle notizie frammentarie ritrovate, sappiamo che nel Gennaio del 1943 i prigionieri furono occupati nell'industria di guerra per 60837 giornate lavorativa e nel Novembre di quell'anno per 537000. Queste cifre aumentarono rapidamente col crescere del numero dei prigionieri addetti all'industria.
Le direzioni delle imprese industriali si rivolsero di propria iniziativa al Centro Economico Amministrativo (WVHA), diretto da Oswald Pohl, per chiedere l'assegnazione di prigionieri. Le ditte si accordavano spesso con le autorità del campo. Negli stabilimenti dislocati in tutto il Reich e sui territori occupati, lavorarono 500-600 mila prigionieri.47 Essi venivano scelti dei rappresentanti degli stabilimenti. Per questo ricevevano uno speciale foglio di permesso che li autorizzava ad entrare nel campo con il comandante.48 In uno dei suoi ordini, Oswald Pohl dava facoltà di profittare il più possibile delle forze dei prigionieri. Secondo lui il lavoro dei prigionieri doveva essere "esauriente nel pieno significato della parola", cioè dare i massimi risultati. La durata del lavoro era illimitata.49 Conformemente a quest'ordine i prigionieri lavoravano 12 ore al giorno con una breva pausa per il pranzo. Se i risultati del lavoro non erano soddisfacenti per le SS, il prigioiero era punito. Perciò nel rapporto del 29.6.1943 è detto che il prigioniero Juda F. deve stare cinque notti consecutive "in piedi" nella cella e adempiere il lavoro di punizione. La IG-Farbenindustrie riceveva di preferenza il lavoro dei prigionieri che le venvano assegnati in base ad uno speciale ordine di Himmler.50

 

IG-Farbenindustrie

 

La IG-Farbenindustrie produsse benzina sintetica e gomma elastica a Monowice. Poichè Göring la favorì, si fecero sloggiare gli abitanti e distruggere le case per costruire la fabbrica. Il dottor Otto Ambros, un'autorità di quella ditta, in una lettera del 12 Aprile 194151 definì la collaborazione delle SS una "benedizione". Quando poi la IG-Farbenindustrie comprò le miniere Fürstengrube e Janinagrube i prigionieri furono mandati ad estrarre il carbone per fabbricare a Monowice benzina e gomma elastica. Ecco come il dottore E. Bertold, prigioniero, descrisse il lavoro negli stabilimenti di Monowice (Buna - Auschwitz III):52

"Per recarsi al luogo di lavoro, i prigionieri dovevano percorrere 4-6 km. Oltre ciò dovevano star ritti per l'appello del mattino e della sera da una a due ore. Dunque, a quelle condizioni non potevano vivere più di 3-4 mesi; perivano stremati di stanchezza e debolezza. Io come medico non partecipavo personalmente a quel penoso lavoro, ma dovevo prestare la mia opera in ambulatorio. Ivi bendavo i malati e li assistavo cime meglio potevo. Venivano da me ogni giorno 500-600 pazienti. Accadeva spesso che durante il lavoro i prigionieri venivano bastonati gravemente. Perciò ogni giorno almeno dieci persono venivano trasportate all'ambulatorio morte o moribonde..."

Il comandante Höss confessò di sapere che i funzionari di diverse ditte trattavano male i prigionieri alle loro dipendenze, persino battendoli.53 Nel rapporto settimanale54 che va dall'8 al 21 Febbraio 1943, l'ingegnere Faust della IG-Farbenindustrie notò che le SS erano impegnate "a far fuori tutti i prigionieri deboli". "Far fuori" nel gergo delle SS significava dirigere i prigionieri malati verso le camere a gas, perchè la ditta pagava soltanto le giornate effettive di lavoro dei prigionieri. In soli tre anni perirono negli stabilimenti della IG-Farbenindustrie a Auschwitz circa 30000 prigionieri.

 

Il lavoro dei prigionieri aumetntò le entrate delle SS e dei grandi stabilimenti industriali

 

La IG-Farbenindustrie realizzò considerevoli entrate grazie al lavoro dei prigionieri. La ditta pagava alla cassa del campo 4 marchi per ogni giornata lavorativa di un esperto e 3 marchi per quella di un lavoratore non specializzato. In tal modo, in soli sette mesi di lavoro dei prigionieri e nove delle prigioniere, le autorità del campo ricevettero più di 12 milioni di marchi. Considerevoli in ogni modo furono le imprese che avevano i prigionieri alle loro dipendenze. La IG-Farbenindustrie, alla quale apparteneva anche la ditta "Degesch"55 che produceva il ciclone B per uccidere gli uomini nelle camere a gas, dal 1941 al 1944 aveva incassato quasi 300000 marchi per vendita di questo gas. Soltanto a Auschwitz furono usati in quello spazione di tempo circa 20000 kg di ciclone. Sencondo le parole di Höss, per uccidere 1500 uomini occorrevano 6-7 kg di ciclone B.56 L'industria Hitleriana sisvolse grazie allo sterminio dei prigionieri, approfittando del loro lavoro. In questo modo si arricchirono le grandi ditte industriali di Krupp, IG-Farbenindustrie, Hermann Göring-Werkw, Siemens e molte altre. Dunque la scritta "il lavoro rende liberi", collocata sul portone principale del campo di Auschwitz, era pura ironia come constatò il comandante Höss:57

"Ad Auschwitz questa scritta era un anacronismo, sembra una burla e uno scherzo, perché seguendo la sua istigazione alla diligenza, nessuno degli onesti prigionieri raggiungeva la libertà..."

 

Fame

 

Il prigioniero riceveva da mangiare tre volte al giorno. Per la colazione del mattino riceveva circa mezzo litro di surrogato di cafè e di infuso di erbe, con 5 grammi di zucchero. La zuppa calda era preparata a mezzogiorno, tuttavia per qualche tempo essa fu versata nelle gamelle e virestò fino a sera. Così il prigioniero la mangiava fredda. La zuppa consistava in patate, rape o cavoli, con un minimo di carne o di grasso. Spesso per la zuppa si usavano i cascami della selezione di prodotti nutritivi, fatti venire in grande quantità. Poichè i cascami non erano puliti, nella zuppa si rinvenivano diversi oggetti, quali per esempio, botto, striscie di carta, ecc... La cena consisteva in un messo litro di surrogato di caffè o di infuso di erbe, in 300-350 grammi di pane e in diversi supplementi: 20 grammi di salame, 30 grammi di margarina, un cucchiaio da minestra di marmellata o 30 grammi di giuncata. I supplementi variavano ogni giorno. Qualche volta di venerdì ci davano cinque - sei patate di media grandezza, cotte con la buccia. Il contenuto di calorie nel nutrimento giornaliero era di 1300-1700, dunque inferiore a quello che occorre normalmente per un organismo umano in riposo. La crescente mancanza di calorie contribuì all'insorgere di malattie per fame. Quando le riserve erano esaurite, veniva la morte. Il prigioniero affetto da deperimento organico, secondo lo slogan del campo veniva chiamato "mussulmano". La figura del "mussulmano" somigliava a uno scheletro, con le ossa a malapena coperte dalle ossa, con lo sguardo errante. L'affamato "mussulmano" si muoveva lentamente, non avendo la forza di portare il peso del proprio corpo. L'apatia e la sonnolenza erano i sintomi caratteristici della malattia e della fame. L'inibizione fisica generale era accompagnata dall'esaurimento psichico che consisteva nell'indifferenza e nel disinteresse per il mondo circostante. Il "mussulmano" non sapeva concentrare i suoi pensieri; la sua capacità di memoria spariva a tal punto che egli non sapeva persino dire il proprio nome. Secondo i calcoli del Dr. Hans Münch, il medico dell'Istituto di Igiene delle SS,56 circa il 75% dei prigionieri del campo di Auschwitz era nutrito insufficientemente. Da un suo rapporto dovumentato risultò che a causa dell'insufficiente nutrimento i prigionieri potevano vivere dai 3 ai 6 mesi, secondo il genere di lavoro che eseguivano (pesante, meno pesante, leggero).59 Le analisi mediche fatte ai prigioieri di Auschwitz liberati dall'Armata Sovietica, mostrarono che il peso dei loro corpi era 30-40 chili. Dunque, il 50-70% in meno del peso di un uomo normale. Il prigionieri poteva evitare di ammalarsi per fame se riusciva a trovare il nutrimento necessario a compensare quello che gli mancava. Poteva riuscirci col supplemento di cibo che gli veniva dato per i lavori pesanti, o con i pacchi che riceveva dei familiari, o rubando negli approvviggionati magazzini delle SS. Quest'ultimo mezzo, nello slogan del campo, era chiamato "organizzazione del nutrimento". Tuttavia non si aveva diritto di identificare l'organizzazione con il furto. Ne spiegò la differenza l'ex prigioniera Seweryna Szmaglewska:60

"Nella lingua del prigioniero politico "organizzare" significava attingere il necessario, senza nuocere ad alcuno... Se il magazziniere da il pane che ammuffisce ai suoi camerati, questo si chiama organizzazione.
Se la capoccia del blocco da qualche pane in più ai suoi camerati per i servizi ricevuti e lo preleva dalla razione giornaliera di tutti i prigionieri, questo significa rubare. Nel campo parecchie baracche erano adibite a magazzino; i prodotti, di diverse specie, di tanto in tanto venivano spediti in Germania. Saper distribuire nel campo, senza farsene accorgere, una prte considerevole di utilità per facilitare la vita dei compagni, ad Auschwitz significa "organizzare"..."

Tra i rapporti di punizione ritrovati, ce ne sono alcuni che riguardano la pucizione di prigionieri appartenenti alla "organizzazione del nutrimento". Il 13 Giugno 1944, il prigioniero nr. 158501 fu condannato a lavorare sotto controllo, dieci domeniche di seguito, per aver mangiato gli avanzi del pane destinati ai porci; il giorno 20.09.1944 il prigioniero Albert Aelion fu punito per aver rubato cavoli crudi.

 

Furto dei cibi destinati ai prigionieri da parte della SS

 

I prigionieri avevano fame anche perchè le SS rubavano nei magazzini. Il fu prigioniero Stanislaw D., che lavorava in qualità di giardiniere presso il comandante Höss, constatò che il comandante organizzava lussuosi ricevimenti (Himmler, Pohl, ecc...). Prima dell'arrivo degli ospiti, la moglie di Höss chiedeva i cibi di cui aveva bisogno. I prigionieri pertavano i prodotti prelevandoli del magazzino del campo, diretto dalle SS-Unterscharführer Schebeck. Ecco come il prigioniero descrisse il prelevamento die cibi per la famiglia Höss:61

"Da principio portavo i cibi con un cesto, dopo usavo il carretto. Per la cucina privata di Höss prelevavo dal magazzino: zucchero, farina, marmellata, diverse polveri dolci, spezie per zuppa, maccheroni, giori di avena, cacao, cannella, semolino di frumento, piselli ed altri prodotti. La moglie di Höss non era mai contenta, parlava sempre di ciò che le mancava per cucinare. I prodotti ceh le prtavo, in parte erano usati per la sua cucina, in parte venivano mandati ai suoi parenti in Germani. Nello stesso modo approvvigionavo la cucina di Höss con il latte e con la carne della macelleria del campo, I coniugi Höss non pagavano ciò che ricevevano..."

Il quadro della vita privata e famigliare del comandante che gode l'agiatezza, si riflette tragicamente sulla vita delle prigioniere che egli vede ogni giorno, così le descrisse nella sua autobiografia:62

"Quando le donne erano giunte allo stremo delle forze, la fine veniva rapidamente. Esse vagavano sul terreno, come fantasmi, prive di volontà, fino al giurno in cui morivano silenziosamente. Quei cadaveri vaganti presentavano un quadro terrificante."

Le scene di terrore sono state presentate in forma plastica dei pittori che furono prigionieri ad Auschwitz. Nella loro memoria rimasero impressi i momenti più caratteristici della vita del campo, che si ripetevano sovente. Quelle scene dipinte fedelmente hanno valore documentario e sono un terribile rapporto dei crimini hitleriani.

 

La sorte delle donne e dei bambini

 

La sorte più terribile era quella delle donne incinte e dei bambini che da principio furono condotti direttamente nelle camere a gas. Tuttavia vi furono dei casi di parto nella canna fumaria. Più spesso la madre doriva di infezione. Se il parto aveva buon esito, il medico delle SS prendeva il bambino e lo uccideva. Nel 1943 i neonati di razza ariana, con il consenso ufficioso delle SS, avevano il diritto di vivere. Venivano annotati nel registro del campo; e siccome erano troppo piccoli, venivano tatuati sul femore o nei glutei, invece che nell'avambraccio sinistro. Quei bambini morirono presto, nonostante gli sforzi sovrumani delle dottoresse e delle infermiere prigioniere. Sopravvissero quei poche che nacquero poco tempo prima della liberazione del campo. Il secondo gruppo di bambini proveniva dei terreni di Zamosc, dopo la repressione della rivoluzione di Varsavia o dai trasporti dei civili provenienti da Minsk e da Witebsk. Accadde pure che per la disattenzione delle SS, peretrarono nel campo insieme agli adulti, i bambini ebrei. Di tanto in tanto le SS selezionavano anche i bambini. Il dottore E.Berhold, professore di pediatria e prigioniero delle SS, fece una commovente descrizione di una di quelle selezioni:63

"Per la selezione dei bambini, gli uomini delle SS fissarono una stanga dell'altezza di 1,2 m. Tutti i bambini che passavano sotto la stanga andavano al crematorio. Essendo coscienti di questo, i bambini piccoli alzavano più che potevano le loro testoline per trovarsi nel gruppo di quelli destinati a vivere..."

I bambini dovevano sottostare agli stessi rigori degli adulti. Gli adulti si adoperavano in modo di aiutare i bambini. "Organizzavano" per essi un supplemento di cibo o li riparavano dal lavoro. Il medico prigioniero dottor Otto Wolken si occupò del dodicenne prigioniero Luigi Ferri, dopo la separazione dalla nonna perita nella camera a gas. Il ragazzo non si rendeva conto delle condizioni di vita del campo e una volta raggiunse il medico delle SS, il dottor Thilo chiedendo di essere lasciato accanto alla nonna (che era morta lo seppe soltanto dopo). Allora il dottor Thilo disse al Rapportführer Kurpanik, che lo accompagnava: "Che domani non venga più qui questo ragazzo". Diamo la voce a Luigi Ferri:64

"Dopo questo dialogo tornai al blocco n. 2 e piansi tanto per il timori di essere ucciso. Allora conminciarono ad interessarsi di me i prigionieri più adulti "che servivano nelle camere" e il dottor Wolken ... che disse di volermi aiutare, e cercò di nasconderni, cioè di trasferirmi ad un altro clocco."

Il ragazzo fu nascosto in diversi clocchi. Cosciente del pericolo che lo minacciava così parlò:

"Nell'Agosto e nel Settembre del 1944, arrivarono nel blocco n. 13 quattro trasporti di bambini provenienti da Varsavia... Quando alla fine di Settembre ci fu la minaccia di una selezione, il dottor Wolken mi trasferì nel blocco n. 13, perché ivi non avvenivano selezione per la camera a gas."

Passando ad Auschwitz, l'Armata Sovietica liberò anche circa 200 bambini

PER NON DIMENTICARE parte II

   Lo sterminio

Auschwitz

 

Per cinque anni il nome di Auschwitz destò sentimenti di terrore fra gli uomini dei Paesi invasi dagli hitleriani. Auschwitz fu il campo più grande, nel quale il fascismo hitleriano realizzò le sue feroci parole per sterminare i suoi oppositori senza rispetto delle loro nazionalità, convinzioni politiche, origini e confessioni religiose. Circa 4 milioni di persone perirono nel Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau, 4 milioni di persone di tutti i paesi occupati dagli hitleriani. Questo numero risultò dalle constatazioni fatte dagli esperti dopo l'esame del terreno, degli strumenti di morte e dei documenti del campo di concentramento di Auschwitz, e dopo aver ascoltato un centinaio di prigionieri salvati. Una Commissione Straordinaria Sovietica per la ricerca dei crimini hitleriani constatò che: "ad Auschwitz perirono non meno di 4 milioni di persone." Il Supremo Tribunale Nazionale Polacco constatò che: "ad Auschwitz perirono 4 milioni di persone." Il Tribunale Internazionale di Norimberga constatò che "ad Auschwitz perirono 4 milioni di persone." L'urna con poche ceneri prese dal terreno di Birkenau ricorda quelle che erano quattro milioni di persone.

 

Camera delle nazioni

 

Lo stato e la nazione a cui appartenevano i prigionieri era registrato in diversi documenti hitleriani. Da tali documenti traspare subito che Auschwitz era stato eletto come il luogo della realizzazione del programma di sterminio di tutti gli ebrei. Dopo la guerra il fu comandante del campo di concentramento Rudolf Höss, scrisse in carcere le sue "Memorie". Nel suo manoscritto, Höss annotò le conversazioni che aveva auto con Himmler nell'estate del 1941. Egli disse:10

"Il Führer ha ordinato la definitiva soluzione del problema ebraico. Noi SS stiamo per adempiere questo ordine. I luoghi di steminio che si trovano ad oriente non bastano per effettuare in grande scala le operazioni progettate. Perciò ho destinato a questo scopo Auschwitz sia per la sua situazione favorevole per il traffico, sia perché in questo terreno è facile poter isolare e mascherare..."

 

Sterminio dei prigionieri di guerra sovietici

 

Il 7 Ottobre 1941, furono portati in massa nel campo di concentramento di Auschwitz i primi prigionieri di guerra sovietici. Poi ne arrivarono altri. Sulla base della quantità di numeri stampati, si constatò che nel campo di concentramento furono immessi in tutto 13775 prigionieri di guerra.11 Nel periodo che va dall'Ottobre del 1941 alla fine di Febbraio del 1942, peririono 8320 prigionieri di guerra.12 Il nome di coloro che sarebbero stati uccisi veniva registrato nel libro di morti (Totenbuch). In esso venivano annotate le cause e l'ora della morte. Le annotazioni erano fittizie. L'ora della morte di ogni prigioniero era registrata ad intervalli di 5-10 minuti, e 653 prigionieri di guerra - giovani sani, riconosciuti idonei per il servizio militare - morirono per... attacco cardiaco. Il 3 Settembre 1941 si provò ad uccidere con il gas una grande quantità di prigionieri sovietici13. In quel giorno perdettero la vita 600 prigionieri militari e 250 prigionieri ricoverati nell'ospedale del campo di concentramento. Di 13775 prigionieri di guerra, il 17 Gennaio 1945 ne rimanevano, stando all'ultimo appello, soltanto 92.

Sterminio degli zingari

 

I registri usati per gli zingari prigionieri a Birkenau, furono nascosti da loro stessi, ma riapparvero dopo la guerra. Essi contengono 20946 nomi. Gli hitleriani misero intere famiglie nei campi di concentramento, quindi adulti e bambini. Di 20946 zingari, 2000 circa furono mandati in altri campi di concentramento. Gli altri perirono per malattia o per inedia, o furono uccisi nelle camere a gas il 2 Agosto 1944. Sulla liquidazione degli zingari ecco cosa scrisse il comandante Höss:14

"Nell'Agosto del 1944, rimanevano ad Auschwitz circa 4000 zingari da mandare nelle camere a gas. Fino all'ultimo momento essi non sapevano che cosa li attendesse. Cominciarono ad orientarsi soltanto quando furono condotti al V crematorio. Non era facile introdurli nelle camere a gas."

 

Sterminio

 

Perirono nel campo di concentramento preti e uomini di diverse confessioni, di differenti classi sociali e professioni... Perirono sani e malati, vecchi e bambini... Furono fatti venire dalle città e dai villaggi, da altri campi di concentramento e dagli accampamenti dei prigionieri di guerra...

 

La via della morte. Inganno delle vittime

 

Come era stato fatto per il terreno del distretto Zamosc, furono spopolati i terreni delle provincie di Poznan, Silesia, del distretto Zywiec e di altri. Si diceva che quei terreni venivano espropriati a scopo di colonizzazione. I senza tetto venivano diretti al campo di concentramento di Auschwitz e si faceva loro credere che dovevano viaggiare per aver un nuovo alloggio. Allo stesso modo erano ingannati gli ebrei in Francia, in Olanda, in Ungheria e in altri Paesi. Agli ebrei greci furono messi in mano biglietti ferroviari sottoscritti in greco ed in tedesco. In una delle lettere hitleriane del 10 Marzo 1942 possiamo leggere che:15

"il governo slovacco paga 500 marchi per ogni ebreo preso e copre le spese di trasporto".

 

Condizioni di trasporto

 

La distanza dal luogo di provenienza degli arrestati ad Auschwitz a volte raggiungeva i 2400 km. Durante questo percorso essi viaggiavano in vagoni chiusi, non ricevevano alcun cibo ed erano privati di ogni conforto igienico-sanitario. Durante le conferenze del Ministero delle Comunicazioni, era predisposto un preciso orario per i treni diretti ad Auschwitz. L'orario era strettamente osservato per evitare perturbamenti - specialmente quando si trattava di militari.16 Si aprivano i catenacci dei vagoni soltanto a Birkenau, sulla banchina ferroviaria che terminava vicino al II e al III crematorio. Ivi le SS facevano una selezione. Secondo le parole di Höss, la selezione avveniva nel seguente modo:17

Selezione

 

"I vagoni venivano vuotati l'uno dopo l'altro. Posati i loro pacchi, gli ebrei dovevano sfilare davanti al medico delle SS, che devideva la loro idoneità al lavoro mentre sfilavano. Quelli idonei al lavoro, venivano condotti subito nel campo di concentramento a piccoli gruppi. Se si considera il trasporto complessivo, erano idonei al lavoro dal 25% al 30% di persono; tuttavia per ogni singolo trasporto le cose andavano diversamente. Per esempio, degli ebrei greci, soltanto il 15% era idoneo al lavoro..."

Un altro testimone, il medico delle SS Johann Kremer, che partecipò personalmente alla selezione, nel suo diario scrisse:18

"Alle tre del mattino partecipai per la prima volta "all'operazione speciale". A paragone di essa l'inferno di Dante mi sembra una commedia. Non a torto chiamano Auschwitz il campo dello sterminio..."

Gli uomini delle SS agognavano di partecipare all'operazione speciale. Johann Kremer scrisse al riguardo:19

Alle 8 circa di sera partecipai di nuovo "all'operazione speciale" degli uomini provenienti dall'Olanda. Il personale delle SS concorreva a quelle operazioni in quanto riceveva un quinto di litro di alcool, 5 sigarette, un etto di salame e una pagnotta."

 

Stabilimento di Sterminio

 

Il terreno appartenente alla autorità del campo di concentramento (Interessengebeit) era vasto circa 40 km2. Sulla mappa, la base originale del campo di Auschwitz (Auschwitz I) è situata nella parte sud orientale, a circa 3 km da Birkenau (Auschwitz II o Birkenau) che giace nella parte nord occidentale. Paragonando con gli occhi la grandezza di entrambi i campi di concentramento, si vede che Birkenau era parecchie volte più grande di Auschwitz. Sulla mappa è stato segnato il campo di concentramento di Monowice (Auschwitz III, a cui era subordinata la rete di circa 40 sottocampi dislocati soprattutto nella Silesia. La mappa illustra i luoghi in cui gli uomini erano sterminati in massa (colore rosso). E' stato contrassegnato il blocco N. 11 di Auschwitz nei cui sotterranei il 3 Settembre 1941 fu provato il gas - ciclone B; nel cortile del blocco furono fucilati circa 20000 prigionieri. Si uccideva col gas anche nella camera mortuaria presso il crematorio I di Auschwitz. A Birkenau - prima che fossero costruite 4 grandi camere a gas e i crematori - si asfissiavano i prigionieri nelle case dei contadini adattate a questo scopo ("casetta bianca" e "casetta rossa"). Ciò trova conferma nelle "Memorie"di Höss:20

"Nella primavera del 1942 non si fecero grandi "operazioni", ma in estate i trasporti aumentarono tanto che dovemmo preparare altri luoghi di sterminio. Scegliemmo una capanna di contadini ad occidente degli ultimi crematori..."

La cremazione si faceva nei crematori, ma per l'enorme quantità di vittime, si sotterravano i cadaveri in grandi tombe comuni e si bruciavano a mucchi. Höss scrisse questo:21

"Alla fine dell'estate del 1942, cominciammo a bruciare i cadaveri, prima su cataste di legna - 2000 circa - poi nelle cave, insieme a quelli che erano stati sepolti. Versammo su essi nafta e metano. I cadaveri venivano bruciati incessantemente, di giono e di notte. Alla fine dell'anno furono vuotate tutte le grandi fosse comuni che contenevano 107000 vittime."

L'esistenza di grandi quantità di cataste può attestarlo, il fatto che il forte odore di bruciato si diffondeva a parecchi chilometri di distanza. Gli abitanti - persino i più lontani da Auschwitz - cominciarono a parlare della cremazione degli ebrei. Höss constatò che anche le truppe di difesa della contraerea tedesca, dislocate vicino ad Auschwitz, protestavano contro le fiamme che si vedevano da lontano.22

 

Processo di Sterminio

 

Coloro che si salvarono dalle camere a gas e dai crematori, tutto ciò che restava dei campi di sterminio, messi a confronto con i chiarimenti del fu comandante Höss, danno la possibilità di ricostruire il processo di sterminio. Dopo la selezione sulla banchina ferroviaria, si ordinava agli uomini destinati al gas, di andare al bagno. Nel soffitto della camera a gas c'erano imitazioni di doccie. Nella camera di 210 m2 venivano spinte circa 2000 vittime, con l'aiuto di cani e colpi di bastone. Chiusa la porta della camera, si versava nell'interno il ciclone B. Dopo 15-20 minuti, aperta la porta, si estraevano i cadaveri, prendendo loro i denti d'oro, i capelli, gli orecchini e gli anelli. Poi gli uccisi erano trasportati ai forni crematori. I documenti personali delle vittime venivano distrutti. Le fotografie fatte di nascosto da un prigioniero nel 1944, presentano scene di ciò che avveniva nelle camere a gas. La descrizione di queste foto , in uno scritto segreto mandato dal Movimento di Resistenza del Campo di Concentramento, è atroce. Un frammento di questo scritto attesta:23

"E' urgente. Fateci avere al più presto due rotolini per l'apparecchio fotografico 6X9. C'è possibilità di fare fotografie. Vi mandiamo quelle di Birkenau riguardanti l'operazione a gas. Si tratta di una delle cataste sulle quali si bruciarono i cadaveri all'aperto, quando mancava il tempo per bruciarli nei crematori. Davanti alla catasta giacciono i cadaveri ancora da bruciare. Un'altra foto mostra una delle parti del boschetto dove gli uomini si spogliavano credendo di dover fare il bagno, mentre invece erano condotti nella camera a gas. Manda subito il rotolo a Tell. Secondo noi, le foto ingrandite, possono essere mandate più lontano."

 

Dissimulazione dei crimini

 

Il processo di sterminio e in generale la vita nel campo di concentramento erano segreti. Quei prigionieri che venivano scelti tra i nuovi arrivati per il lavoro, erano destinati dagli uomini delle SS a formare una speciale squadra: Sonderkommando. Il loro compito era di vuotare le camere a gas e anche di bruciare i cadaveri. Poichè essi erano "iniziati" (Geheimnistärger), dopo un pò di tempo venivano diretti nelle camere a gas, e al loro posto venivano destinati altri prigionieri del nuovo carico. Benchè il segreto fosse così ben custrodito, uno dei membri di tale squadra riuscì ad annotare alcune decine di tragedie. Le annotazioni erano nascoste in boccali di vetro e sotterrate. Tra i tanti, vi sono scritti che riguardano i bambini:24

"Un giorno, chiaro e sereno, 600 ragazzi ebrei, di 12-18 anni, vestiti con le leggere uniformi a righe dei prigionieri, furono mandati a morire. Erano bei ragazzi e di buona statura. Persino gli stracci non riuscivano a diminuire la loro presenza fisica. Questo avvenne nella seconda metà dell'ottobre...
I ragazzi notarono il fumo del camino e subito compresero che erano condotti a morire. Li prese il terrore. Disperati correvano nella piazza strappandosi i capelli. Cercavano la salvezza. Molti piangevano."

Tutti gli uomini delle SS dovettero firmare che non avrebbero mai parlato delle disposizioni del campo di concentramento, sia mentre lavoravano lì sia quando sarebbero stati trasferiti in un altro luogo. L'azione di sterminio veniva camuffata e negli atti ufficiali venivano usate parecchie diciture convenzionali. Anche gli impianti per lo sterminio costruiti dalla ditta "Topf und Söhne" (di Erfurt), sembravano innocenti.

 

Ciclone B

 

Nei magazzini del campo furono trovati mucchi di scatole vuote e anche piene di ciclone B. Tale ciclone fu prodotto dalla ditta "Degesch"25 e della sua distribuzione si occupò la ditta "Tesch und Stabenov". Dal campo di Auschwitz partivano camion diretti alla fabbrica di Dessau. Lo confermano alcune decine di ordini che sono stati conservati (Fahrbefehl). Nelle sue memorie, Höss non nasconde che l'uso del ciclone B:26 "aveva su di me un effetto tranquillante; infatti si dovevano al più presto sterminare e in massa gli ebrei, e nè io nè Eichmann sapevamo in che modo dovevamo agire...
Ora avevamo trovato il mezzo (il gas e il modo di agire)." Il ciclone B è formato di piccoli cristalli27 ed è uno dei veleni più forti. La morte avviene per soffocamento intero accompagnato da un senso di timore, da giramenti di testa e da vomito.

 

Sfruttamento dei cadaveri

 

L'Armata Sovietica, liberando il campo di concentramento trovò nei magazzini circa 7000 kg di capelli racchiusi in sacchi di carta di 25 kg ciascuno. Si tratta dei capelli che i capi del campo di Auschwitz non erano riusciti a spedire agli stabilimenti situati in Baviera (ditta Alex Zink). Quei capelli servivano per la fabbricazione di tessuti per sartorie e venivano venduti al prezzo di 50 pfennig al chilometro. L'analisi dei capelli trovati, fatta dall'Istituto dei Periti Giudiziari a Cracovia,28 mostrò:

"Nei capelli analizzati si constatò la presenza del cianuro di idrogeno, il veleno essenziale dei cicloni."

Si sottoposero i rotoli di stoffa trovati a Kietrz (Katscher) all'analisi dell'Istituto di Medicina Legale di Cracovia, che stabilì:29 "Le operazioni macroscopiche, microscopiche e micrometriche dei capelli presi da due pezzi di tessuto di pelo, provano che essi sono capelli umani tolti verosimilmente dalle teste delle donne." I denti artificiali, di metallo pregiato, erano estratti dai mucchi di cadaveri e mandati all'Ufficio Sanitario Centrale delle SS. Le ceneri venivano sotterrate nelle caverne o sparse nei laghetti e nei fiumi circostanti.

PER NON DIMENTICARE parte I

Fondazione Memoria della Deportazione

La storia della Deportazione e dei campi di sterminio, la storia di questo luogo, non può essere separata dalla storia delle tirannidi fasciste in Europa: dai primi incendi delle Camere di Lavoro nell’Italia del 1921, ai roghi di libri sulle piazze della Germania del 1933, alla fiamma nefanda dei crematori di Birkenau, corre un nesso non interrotto. È vecchia sapienza, e già così
aveva ammonito Enrico Heine, ebreo e tedesco: chi brucia libri finisce col bruciare uomini, la violenza è un seme che non si estingue.
È triste ma doveroso rammentarlo, agli altri ed a noi stessi: il primo esperimento europeo di soffocazione del movimento operaio e di sabotaggio della democrazia è nato in Italia. È il fascismo, scatenato dalla crisi del primo dopoguerra, dal mito della «vittoria mutilata», ed alimentato da antiche miserie e colpe; e dal fascismo nasce un delirio che si estenderà, il culto dell’uomo provvidenziale, l’entusiasmo organizzato ed imposto, ogni decisione affidata all’arbitrio di un solo.
Ma non tutti gli italiani sono stati fascisti: lo testimoniamo noi, gli italiani che siamo morti qui. Accanto al fascismo, altro filo mai interrotto, è nato in Italia, prima che altrove, l’antifascismo.
Insieme con noi testimoniano tutti coloro che contro il fascismo hanno  combattuto e che a causa del fascismo hanno sofferto, i martiri operai di Torino del 1923, i carcerati, i confinati, gli esuli, ed i nostri fratelli di tutte le fedi politiche che sono morti per resistere al fascismo restaurato
dall’invasore nazionalsocialista. E testimoniano insieme a noi altri italiani ancora, quelli che sono caduti su tutti i fronti della II Guerra Mondiale, combattendo malvolentieri e disperatamente contro un nemico che non era il loro nemico, ed accorgendosi troppo tardi dell’inganno. Sono anche loro
vittime del fascismo: vittime inconsapevoli.
Noi non siamo stati inconsapevoli. Alcuni fra noi erano partigiani e  combattenti politici; sono stati catturati e deportati negli ultimi mesi di guerra, e sono morti qui, mentre il Terzo Reich crollava, straziati dal pensiero della liberazione così vicina. La maggior parte fra noi erano ebrei: ebrei provenienti da tutte le città italiane, ed anche ebrei stranieri, polacchi, ungheresi, jugoslavi, cechi, tedeschi, che nell’Italia fascista, costretta all’antisemitismo dalle leggi di Mussolini, avevano incontrato la benevolenza e la civile ospitalità del popolo italiano. Erano ricchi e poveri, uomini e donne, sani e malati. C’erano bambini fra noi, molti, e c’erano vecchi alle soglie della morte, ma tutti siamo stati caricati come merci sui vagoni, e la nostra sorte, la sorte di chi varcava i cancelli di Auschwitz, è stata la stessa per tutti. Non era mai successo, neppure nei secoli più oscuri, che si sterminassero esseri umani a milioni, come insetti dannosi: che si mandassero a morte i bambini e i
moribondi. Noi, figli cristiani ed ebrei (ma non amiamo queste distinzioni) di un paese che è stato civile, e che civile è ritornato dopo la notte del fascismo, qui lo testimoniamo. In questo luogo, dove noi innocenti siamo stati uccisi, si è toccato il fondo delle barbarie.
Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai.


Primo Levi

1月23日

Il mio amore: Cisco

Premetto che mi riferisco al mio cane Cisco e non al cantante.
Cisco è giunto a casa mia nell'ottobre del 2002 dopo che Irene e Ernesto (marò quanto vi voglio bene) l'hanno trovato e salvato. Ricordo ancora che era sera ed io ero fuori al banco di Fratta quando mi telefonò Irene, mi spiegò del cagnolino che avevano trovato chiedendomi se io volessi un altro cane. Sapeva del mio amore per gli animali ma io subito dissi di no,  avevo già due cani ed era già un notevole impegno visto che mi occupo solo io di loro. Il giorno dopo vedo questo cagnolino buffo, sproporzionatissimo ma tenero. Andammo ad Aversa io, Irene e Candido per vedere se la signora di un canile sapeva a chi darlo ma in cuor mio speravo che non lo volesse nessuno perchè già mi ero innamorata di lui. Sentivo che aveva un gran bisogno di affetto, di coccole. Da casa di Irene ad Aversa lo tenni per tutto il tempo stretto tra le mie braccia mentre dormiva dolcemente.
Alla fine decisi di tenerlo con la scusa di trovare una buona casa per lui, ma sapevo che Cisco (decisi di chiamarlo così) sarebbe stato sempre con me. Ricordo quanto era buffo quando cercava di salire le scale di corsa e non ci riusciva a causa delle sue strane misure. Aveva delle zampe enormi ed i colori di queste erano simili a quelle dei gatti. Vabbè comunque inizia a fare amicizia con gli altri due cani (Chicca e Ciccio, ma Chicca, la mia sorellina, ora non c'è più  ) ed iniziano i primi comportamenti strani. Ricordo che un pomeriggio scappò di casa. Io rientrai solo di sera pechè ero stava via tutto il giorno e non lo trovai. Stavo impazzendo, subito scesi in strada a cercarlo con Chicca al guinzaglio e Chicca mi portò fino  a quella merda di Frattapiccola dove c'erano dei ragazzi bastardi che lo prendevano a calci. Subito allungai il guinzaglio di Chicca che si buttò su Cisco come per difenderlo e quei bastardi vedendola bella grande e pesante subito indietreggiarono. Marò li volevo ammazzare. Ma la prima cosa che feci fu quella di controllare cosa avesse Cisco. Fortunatamente niente,ma che pianti mi sono fatta quella sera. Intanto Ciscozzo mio è stato un pò antipatico quasi a tutti fin da subito. Insomma chi diceva che era brutto, chi diceva che era scemo, chi diceva che aveva gli occhi da pazzo...vabbè intanto io gli davo tutto l'amore possibile. Irene gli insegnò a dare la zampa, io a dire "chi è il più bello", "l'amore di chi sei","bacino", Abbracciami". Marò che coccolone. Oggi Cisco è il mio amore, sta sempre con me, ci capiamo al volo. Stamane per esempio è saltato sul letto e si è addormentato abbracciato a me, è un coccolone. La sera prima di andare a dormire deve darmi il bacino altrimenti non si dorme. Aspetta sveglio che io rincasi...è troppo,troppo tenero. Ah vabbè nessuno può capire quanto lo ami.
Magari qualcuno che sta leggendo questo intervento potrà pensare "ma che cazzo mi frega di te e del tuo cane", ma io vi dico che il blog è mio e mi andava di scrivere queste 20 righe per lui.